Tuesday, January 23, 2007

IL VICE DI BORRELLI VA IN TELECOM CON ROSSI


MILANO. La notizia è cla­morosa e scatenerà polemi­che. Federico Maurizio

D’Andrea,
colonnello della Guardia di Finanza e vice capo dell’Ufficio Indagini, braccio destro di Francesco Saverio Borrelli, starebbe per accettare l’offerta di en­trare in Telecom (anche con delega alla Security). E’ sta­to proprio l’ex commissario della Federcalcio, Guido Rossi, attuale presidente di Telecom, a volere D’Andrea nella sua squadra: secondo quanto scrive il sito dago­spia. com. Un ruolo delica­tissimo che verrà ricoperto da chi, quest’estate, ha svol­to incarichi decisivi nelle in­dagini di Calciopoli. Borrel­li perderà dunque un suo vi­ce, ma il nuovo statuto della Figc, unisce da ieri la Procu­ra all’Ufficio Indagini e non ci saranno nuove nomine.
(Fonte: Tuttosport)

C'è altro da aggiungere?

63 Comments:

Anonymous Anonymous said...

"Devo aggiungere altro?": direi di no; la fonte è sufficiente per far capire a qualsiasi persona sana di mente il grado di attendibilità della notizia.

Sicuramente più importante dell'assegnazione del riconoscimento "Uomo della Pace".

Bella gente siete. Proprio bella gente.

8:36 AM  
Anonymous Anonymous said...

Totti, un turno di squalifica

ROMA - Una giornata di squalifica a Francesco Totti per la reazione alla gomitata di Galante durante Livorno-Roma di domenica scorsa. Il capitano giallorosso, multato di diecimila euro, salterà quindi Roma-Siena e giocherà la partita contro l'Inter al Meazza. Il giudice sportivo ha anche squalificato Gionathan Spinesi (Catania) per tre giornate, per simulazione in area di rigore, e Lorenzo D'Anna (Chievo) per due giornate.

Totti è stato punito "per avere, al 46° del secondo tempo, in reazione ad un fallo subito, spinto con veemenza un avversario, portando le mani all'altezza del capo dell'antagonista, sanzione correlata alla qualifica di capitano della squadra".

E NOI SIAMO BEN CONTENTI DI AFFRONTARE LA ROMA AL COMPLETO, CON IL SUO CAPITANO, PER PROVARE A BATTERLA ANCORA, SUL CAMPO. NON AL TELEFONO CON LA SIG.RA FAZI.

8:37 AM  
Anonymous Annarita said...

ENNESIMA VERGOGNA PERDAZZURA!!!!! Si indaga sul nuovo (ultimo di una lunga serie... a contarli ci vorrebbe la calcolatrice) reato penale dell'inper e cosa fanno qeusti delinquenti? Prospettano al vice di Borrelli la possibilità di entrare in Telecom! VERGOGNOSO... MA C'ERA DA SPETTARSELO!

Ma com'è che l'intertriste scive commenti senza farlo davvero, nel senso senza mai commentare la notizia postata? :-)

8:55 AM  
Anonymous Annarita said...

L'inperd ha copiato il suo inno da “Baila sexy things” di Zucchero! Plagio vero e proprio!
Dopo i soldi e gli scudetti, gli intertristi rubano anche le canzoni!!!

3:02 PM  
Anonymous Anonymous said...

Cara Annarita, in realtà mi sembra che siate voi (intesi come te annarita, il tuo alter ego luigi, e il tuo essere gheisha amber) a non rispondere ai nostri post.

E poi cosa devo commentare, che l'inter ha plagiato una canzone di zucchero!?!?!? Avevo capito che qui l'ignoranza la faceva da padrona, ma non ti sembra di esagerare un po'?

E poi..."gli interisti rubano ANCHE le canzoni": guarda, forse tu vivendo negli stati uniti non ne sei al corrente...ma i ladri, quelli veri, siete voi. Quelli che venivano aggrediti, presi a insulti e sputi in tutti gli stadi d'italia, quelli che stranamente infatti in europa non vincevano un cazzo, quelli siete voi.
Prova a fare un sondaggio se vuoi.
Ciao goBBBetta

2:41 AM  
Anonymous Anonymous said...

io sono l'altro anonimo, quello che aspetta di sapere quale norma federale sarebbe stata violata nel valutare a prezzi alti i giocatori della primavera da scambiarsi col Milan (cosa che fra l'altro ha fatto anche la juventus, oltre al 99% delle altre squadre italiane), e SOPRATTUTTO quale reato penale ci sia. NON è un falso in bilancio (che significa attestare cose false nel bilancio, NON valutare spropositatatmente un giocatore) ma se pure lo fosse, lo sapete o no che il falso in bilancio NON è un reato penale?

3:18 AM  
Anonymous amber said...

Ma l'intertriste lo sa o no che i posst li possono scrivere solo i gestori del blog? Incredibile, si appropriano pure dei psot altrui! ladri a tutti i livelli!!!

4:55 AM  
Anonymous amber said...

....Nel 2003 Guido Rossi è stato avvocato di Cesare Geronzi, presidente di Capitalia, a seguito degli scandali Cirio e Parmalat!!!!

4:55 AM  
Anonymous Annarita said...

ACCUSE PESANTI. L’Inter è stata deferita dal Procuratore federale Stefano Palazzi per la vicenda che riguarda il portiere Simone Brunelli. Il giocatore aveva denunciato che la firma sotto il contratto che aveva depositato l’Inter non fosse la sua.
Il fascicolo era stato aperto dall’allora capo dell’Ufficio indagini Italo Pappa. Fu poi Francesco Saverio Borrelli a interessarsi alla vicenda e per questo furono sentiti gli amministratori delegati delle due società interessate ai fatti: Rinaldo Ghelfi per l’Inter e Adriano Galliani per il Milan.
L’audizione di Brunelli mise in luce anche un aspetto di supervalutazione del giocatore, ma questo aspetto sarebbe stralciato dal deferimento. Infatti Borrelli avrebbe informato Palazzi dell’apertura di uno specifico fascicolo sui bilanci e che ha intenzione di sviluppare questa indagine anche alla luce del materiale che starebbe per richiedere alla Procura della Repubblica di Milano e che riguarda le accuse di falso in bilancio rivolte al presidente dell’Inter Massimo Moratti.
IL PORTIERE BRUNELLI INCASTRA I NERAZZURRI: "LE MIE FIRME FURONO FALSIFICATE". (Il Giorno) - Signor Brunelli, lo sa che le sue deposizioni davanti al pm Nocerino e di fronte al dottor Borrelli hanno scatenato una nuova tempesta giudiziaria?
«Volevo solo avere giustizia e tutelare i miei diritti. Avevo tante speranze, ho giocato sette anni nelle giovanili della Cremonese conquistandomi la under 16, poi sono andato al Milan dove in tre anni ho vinto anche un Viareggio guadagnandomi la convocazione nelle altre rappresentative giovanili, quindi sono passato all’Inter che mi ha girato alla Pro Sesto in prestito. Fu l’inizio del calvario visto che in luglio, al secondo allenamento, mi infortunai alla spalla».
Passo indietro, ci parli del suo trasferimento dal Milan all’Inter...
«I rossoneri mi offrirono il rinnovo del contratto ma io rifiutai perché volevo andare in un altro club a titolo definitivo e non in prestito. A giugno partii per le vacanze sapendo che al mio ritorno avrei avuto la possibilità di essere ceduto al Bordeaux, e invece il mio procuratore mi disse che l’Inter era interessata a me. Gli dissi: "Parliamone". Il giorno dopo appresi dai giornali che ero stato venduto ai nerazzurri, ma pensai a notizie di mercato senza fondamento. Difatti tornai dalla Sardegna e nessuno si fece vivo e solo dopo molte insistenze mi fu recapitato a casa il contratto».
La sua prima reazione quale fu?
«Non c’era solo un contratto, ma ben tre: un rinnovo con il Milan, il passaggio all’Inter e un nuovo contratto con l’Inter. Ma quelle firme non erano mie, anzi, erano pure fatte male».
Chiese spiegazioni su quel che c’era scritto?
«Mi arrabbiai moltissimo ma capii che non avevo alternative. Lessi che avrei guadagnato 2500 euro netti al mese fino al 2008... (pausa e sorriso) Se non me l’hanno rinnovato ora...».
La sua valutazione?
«Tre milioni di euro».
Sapeva cosa fossero le plusvalenze?
«No, ma la cosa non mi interessava più di tanto anche perché io quei contratti non li avevo firmati. Comunque pensai che la cosa più importante era solo giocare».
Purtroppo si fece male subito...
«Già. Tornai all’Inter, e solo dopo una lettera dell’avvocato i dirigenti si preoccuparono di provvedere alla mia operazione in tempi rapidi. Poi nel 2004 il passaggio alla Vis Pesaro e un nuovo infortunio alla spalla. Da allora sono stato abbandonato, rispondevano solo con gli avvocati e io ho dovuto pagarmi da solo un secondo intervento chirurgico. Senza contare che dal 2005 sono a tutti gli effetti un giocatore dell’Inter. Sì, faccio parte della rosa cui è stato assegnato lo scudetto...».
Perché agli inizi del 2005 si rivolse alla Figc e nel luglio dello stesso anno si presentò negli uffici della magistratura milanese?
«La prima volta decisi di muovermi perché l’Inter venne meno ai suoi obblighi contrattuali mentre io non potevo neppure trovarmi un altro lavoro poiché risultavo essere un loro dipendente. E poi, scusate, volevo capire per quale motivo fossi valutato tre milioni di euro visto che non giocavo da tempo».
Se non ci fossero stati quei problemi dopo il suo infortunio, lei sarebbe comunque andato in Procura?
«Non so. Ma me ne hanno fatte troppe, qui non si parla solo di infortuni. Ci sono delle firme false e nessuno ha voluto darmi delle spiegazione, e c’è una denuncia contro ignoti (su quel contratto c’erano quattro firme diverse, ndr) per cui si ipotizza il reato di associazione a delinquere. E se qualcuno ha sbagliato, è giusto che paghi...».
Ora cosa si aspetta?
«La rescissione del contratto (a febbraio ci sarà l’udienza). So solo che il mio valore è zero euro perché non gioco da oltre due anni».

5:12 AM  
Anonymous Annarita said...

Il nuovo calcio che piace alla Pravda rosa

Ora ci sono i dati ufficiali a dimostrare il danno che le procure e i bar dello sport colorati di rosa hanno fatto al calcio italiano. Rispetto all'anno scorso – l'anno del bellissimo campionato falsato dalla sentenza della Federcalcio di Guido Rossi preannunciata sulle colonne della Pravda rosa – gli abbonamenti negli stadi di Serie A sono diminuiti del 17.5%, gli spettatori paganti allo stadio sono diminuiti del 10% e sono calati anche i valori dei contratti Pay tv. I dati provengono da Mediaset, che a causa di questo disastro ora vuole pagare di meno i diritti e ha chiesto i danni alla Federcalcio (ma li dovrebbe chiedere anche a Paolo Liguori, però). A questi numeri vanno aggiunti la fuga all'estero di grandi calciatori, non rimpiazzati, il calo degli ascolti in televisione e la risoluzione dei contratti per la trasmissione delle partite italiane in Inghilterra e in Spagna (per mancanza di interesse). Tutto questo, fate attenzione, nell'anno del trionfo mondiale, quando cioè ci sarebbe dovuto essere un boom del settore calcio, grande entusiasmo, passione eccetera. Questi cali, dunque, valgono il doppio, se non il triplo. Anzi pesano ancora di più, perché questo non è soltanto l'anno del trionfo mondiale, ma in teoria anche quello in cui finalmente i campionati avrebbero dovuto essere avvincenti, puliti e non decisi da Moggi. Gli stadi vuoti e gli ascolti bassi dimostrano che a questa barzelletta hanno creduto solo i giornalisti sportivi. Chi paga per vedere il calcio preferisce quello precedente, quello in cui i campionati si vincevano sul campo, non a tavolino né a Tavaroli. Manca solo un dato a completare la fotografia del disastro: quante copie ha perso la Gazzetta dello Sport?

24 gennaio - Christian Rocca

8:01 AM  
Anonymous Anonymous said...

che scoperta... i tifosi della Juventus non seguono più la serie A! Ma và? e chissà come mai?
Ed è un danno, questo, nevvero? Quindi, per evitare il danno, occorreva concedere alla Juventus e soprattutto a Moggi di poter fare tutto quello che voleva, telefonare agli arbitri, gestire la cupola, decidere il destino di tanti giocatori, fare pappa e ciccia coi designatori.... sennò, poverini, i tifosi si mettevano a frignare e non volevano più il giocattolino.
Che paccato che i regolamenti ci siano e vadano rispettati...

5:47 AM  
Anonymous luigi said...

intanto la Juve non ha mai fatto nulla di male, niente in contrario è stato provato e ha vinto sul campo, mentre l'inperd ha commesso un reato dopo l'altro!
e poi sì: è un danno vito che le vostre trsmissioni faziose e i giornali di moratti non fanno ascolti e non vendono!
e allo stadio in A non va più nessuno.
e all'estero molti paesi non trasmettono + le partite della A!

5:58 AM  
Anonymous luigi said...

CONTI DOPATI. Quanto vale Hernan Crespo? È fuor di dubbio che l?attaccante argentino sia un gran campione. Ma quando si passa dai discorsi da bar alle valutazioni monetarie, quelle che hanno a che fare con i bilanci e il vil denaro, allora la questione si fa più complicata. Difficile, davvero difficile, individuare i parametri giusti per trasformare il giudizio sportivo in un dato finanziario. La materia, a quanto pare, si è rivelata particolarmente ostica per i dirigenti dell'Inter. A proposito di Crespo, i manager nerazzurri hanno cambiato idea tre volte nel giro di un anno o poco più. Secondo il bilancio chiuso a giugno 2002, il campione sudamericano valeva 38 milioni di euro. A febbraio del 2003, la perizia contabile redatta in osservanza del decreto spalmaperdite dà un taglio netto di oltre 33 milioni: Crespo vale 4,45 milioni garantisce il professionista Luigi Borrè. Passano quattro mesi e il fuoriclasse prende il volo. In tutti i sensi, contabile e non. Viene spedito in Inghilterra, al Chelsea, che per averlo sborsa 24 milioni, somma iscritta nei conti interisti del 2004, con relativa maxiplusvalenza. E allora qual è il prezzo giusto? Mistero. L'interrogativo potrebbe tutt'al più restare oggetto di talk show televisivo pallonaro, se non fosse che quei valori sono finiti anche sui bilanci dell'Inter. E il codice civile prescrive che le poste dello stato patrimoniale, così come del conto economico, devono dare una rappresentazione veritiera e corretta della situazione della società e del suo risultato economico. Può essere considerata "veritiera e corretta" la valutazione di un calciatore come Crespo che cala di quasi il 90 per cento in pochi mesi per poi risalire di lì a poco del 500 per cento? Nasce anche da questa domanda l'indagine penale che coinvolge, tra gli altri, il patron dell'Inter, Massimo Moratti, insieme al suo collega rossonero Adriano Galliani. False comunicazioni sociali, questa l'ipotesi di reato formulata dai pm di Milano. L'inchiesta riguarda i bilanci al 30 giugno del 2003 e del 2004 per la squadra nerazzurra. Stesso discorso per la società controllata da Berlusconi, che però, dal 2003, chiude i conti al 31 dicembre. Va detto che in quel periodo le due storiche rivali si sono date una mano a vicenda, scambiandosi una pattuglia di giovani promesse. Operazioni a dir poco fortunate, che hanno fruttato profitti per milioni di euro a entrambe. Adesso però la Procura vuol capire se erano in qualche modo giustificabili, sempre alla luce del codice civile, le stratosferiche valutazioni attribuite a giocatori di livello tecnico, per usare un eufemismo, non proprio eccelso. Ma l'inchiesta ruota anche attorno ad alcune transazioni incrociate concluse dalle due milanesi con altre squadre come Chievo, Sampdoria e Parma. Gli affari sospetti sono stati ricostruiti e analizzati dal consulente tecnico della procura Luigi Magistro, un colonnello della Finanza da anni in forze come dirigente all'Agenzia delle entrate. Le plusvalenze registrate nei bilanci 2003 di Inter e Milan «risultano ancorate a valori palesemente irrealistici», queste le conclusioni della perizia, che "L'espresso" ha potuto consultare. In sostanza, le due squadre hanno gonfiato i proventi da calcio mercato. E senza queste manovre le perdite di bilancio sarebbero state ancora più elevate. Ad esempio, nel 2003 il Milan sarebbe andato in rosso per circa 46 milioni, contro i 25,6 che compaiono nei conti ufficiali. L'Inter invece, sempre nell'esercizio al 30 giugno 2003, ha limitato i danni a un deficit di 15 milioni circa grazie a plusvalenze "anomale" per 22,3 milioni. I reati ipotizzati dalla Procura si sarebbero estesi anche ai bilanci dell'anno successivo, influenzati anch'essi dalle irregolarità contabili del 2003. Per l'Inter, oltre alla grana penale, c'è un rischio in più. Il lifting ai conti, infatti, sarebbe servito anche ad aggirare i parametri della Federcalcio per l'iscrizione al campionato 2004-05, quello dello scudetto non assegnato per lo scandalo Moggiopoli. La «mancata evidenziazione» delle perdite supplementari, recita la perizia, ha indotto «l'organismo di vigilanza (la Covisoc, ndr) a richiedere ripianamenti finanziari inferiori a quelli effettivamente necessari». Insomma, secondo i magistrati, Moratti si è iscritto con lo sconto. E ora tocca all'ufficio indagini della Federcalcio, guidato dall'ex capo della procura Francesco Saverio Borrelli, valutare se la ricostruzione dei suoi ex colleghi ha fondamento anche per la giustizia sportiva.
La perizia di Magistro racconta operazioni quantomeno sorprendenti. L'affare Crespo s'intreccia con il passaggio dall'Inter alla Lazio di un altro calciatore di fama come Bernardo Corradi. A fine giugno 2002 la società nerazzurra si assicurò l'attaccante, allora in comproprietà con il Chievo, versando alla squadra veneta 4,5 milioni, che sommati agli 800 mila già sborsati a giugno 2000, quando venne definita la comproprietà, portavano a 5,3 milioni il prezzo di Corradi. Fin qui niente di strano. Ma due mesi dopo, a fine agosto, l'ex calciatore del Chievo finì alla Lazio come parziale contropartita per il pagamento di Crespo. In quell'occasione il giocatore venne ceduto per 12 milioni. Buon per l'Inter che nel 2003 riuscì a mettere a bilancio una plusvalenza, scontando gli ammortamenti del caso, di quasi 8 milioni. I sospetti della Procura si concentrano sull'improvviso boom della valutazione di Corradi. «La circostanza che il valore (...) aumenti, in due mesi, di quasi il 140 per cento vale di per sé sola a dimostrare la palese anomalia del corrispettivo apparentemente pattuito nella cessione alla Lazio». Queste, in breve, le conclusioni del perito. Ma, come emerge dall'indagine, la giostra degli scambi incrociati ha fruttato profitti d'oro alle due squadre milanesi anche in altre occasioni. Nel 2003 la compravendita di quattro giovani ai rivali rossoneri ha fruttato all'Inter plusvalenze per 12,9 milioni considerate "anomale" dalla Procura. Vale anche il discorso inverso: per il Milan i profitti gonfiati degli affari con la squadra di Moratti ammonterebbero a 10,7 milioni. E le poste di bilancio? Questione di opinioni, a quanto pare. Le valutazioni scendevano e salivano a seconda delle esigenze. Un caso su tutti, quello del centrocampista Giuseppe Ticli. Nel 2001 l'Inter lo mise a bilancio per 41 mila euro, salvo venderlo alla Reggiana (in serie C) per un milione. Nel 2002 Ticli torna all'Inter per 77 mila euro e la perizia ad hoc per lo spalmaperdite (febbraio 2003) valuta il calciatore soli 10 mila euro. Il boom arriva a primavera: a giugno 2003 Ticli passa al Milan per l'astronomica cifra di 3,5 milioni. Non c'è passaggio di denaro contante. L'operazione rientra in un affare più complesso tra le società milanesi che coinvolge altri sette sconosciuti giocatori. Con un'anomalia in più: le firme dei calciatori sui contratti di cessione appaiono spesso diverse da quelle che compaiono su altri documenti firmati dagli stessi giocatori. Un altro aspetto su cui ora indagano Procura e Federcalcio.

5:58 AM  
Anonymous luigi said...

MORFEO E IL GIALLO DEL BONIFICO ALLE VIRGIN. La militanza nerazzurra di Domenico Morfeo è stata breve e poco fortunata:17 presenze e un gol nella stagione 2002-03. Ma il suo passaggio ha lasciato una traccia nel bilancio 2003 dell'Inter che ha incuriosito gli investigatori. Una traccia che porta alla società inglese Unitotalsport uk, gestita da un fiduciario e controllata da due finanziarie off shore delle British Virgin island. Come spiega la relazione del perito Luigi Magistro, Morfeo venne prelevato a costo zero dal fallimento della Fiorentina nell'estate 2002. Nella contabilità interista, però, spunta l'importo di 1,9 milioni alla voce 'capitalizzazione costo procuratore Morfeo'. Questa voce fa riferimento a un conto fornitori intestato Unitotalsport Uk. Si direbbe che l'Inter abbia girato denaro alla società britannica in qualche modo coinvolta nell'acquisto di Morfeo. Chi c'è dietro Unitotalsport? Le carte ufficiali consultate da 'L'espresso' rimandano a schermi off shore. E Magistro, nel segnalare lo strano caso di Morfeo, conclude: sarebbero necessari approfondimenti.

5:58 AM  
Anonymous luigi said...

ADESSO E' UFFICIALE: DEFERITE INTER E MILAN. La notizia era già nell’aria e adesso è ufficiale: deferimento per Inter e Milan per la vicenda del portiere Simone Brunelli, il cui caso è sfociato nell’inchiesta su bilanci e plusvalenze. La relazione fornita dall’ufficio indagini della Figc guidato da Francesco Saverio Borrelli ha portato la Procura federale a deferire presso la commissione disciplinare le due società milanesi, Gabriele Oriali, all’epoca dei fatti direttore tecnico dell’Inter e ora consulente di mercato di via Durini, i medici sociali del club rossonero e lo stesso Brunelli. Oriali deve rispondere di slealtà sportiva e della violazione dell’articolo 91 delle Norme organizzative interne della Figc, ovvero l’obbligo di assicurare a ciascun tesserato lo svolgimento dell’attività sportiva secondo quanto stipulato nel contratto. L’Inter è stata deferita per responsabilità diretta mentre per quanto riguarda i cugini rossoneri, la Procura ha deferito i medici sociali e i responsabili sanitari per la stagione 2002-03 e per quelle successive per la violazione dell’articolo 44 delle NOIF, quello che riguarda gli adempimenti per la tutela medico sportiva all’interno delle società. Per il Milan è scattato invece il deferimento per responsabilità oggettiva. Deferito, infine, lo stesso protagonista della vicenda, Simone Brunelli, per essersi rivolto all’autorità giudiziaria violando la clausola compromissoria.Il calciatore Brunelli si era rivolto nell’estate 2005 ai giudici perchè era stato ceduto dal Milan all’Inter senza aver mai firmato alcun contratto. La sua denuncia diede il via a un’indagine che portò a scoprire una supervalutazione del 23enne portiere e all’apertura di inchieste, sia presso la procura di Milano che presso l’ufficio indagini federale, sui bilanci e sulle sospette plusvalenze gonfiate nella vendita di calciatori. I deferimenti scattati oggi, però, riguardano solo una parte della vicenda, ovvero il trattamento riservato a Brunelli che, valutato oltre tre milioni di euro e infortunatosi gravemente durante il prestito dall’Inter alla Pro Sesto, non avrebbe ricevuto tutte le cure mediche del caso. Tornando quindi ai deferimenti, il procuratore federale Stefano Palazzi ha trasmesso gli atti anche al commissario Pancalli per eventuali valutazioni di carattere disciplinare secondo quanto previsto dall’articolo 43 delle NOIF (tutela medico sportiva) precisando di aver «dato incarico all’Ufficio indagini di proseguire negli accertamenti già intrapresi da tale organo inquirente, con riferimento a eventuali illeciti in materia gestionale ed economica». In altre parole, il caso Brunelli non finisce qui. «Io sono tranquillo: voglio capire un pò di più anch’io dopo quello che ho letto sui giornali di questa mattina. Comunque sono tranquillo, non c’è nessun problema». E' questo il laconico commento rilasciato dal "patron" interista Massimo Moratti in merito alla vicenda.

5:59 AM  
Anonymous luigi said...

ogni tanto ibramerdovic si ricorda chi vinceca sul campo e chi è campione...

Ibra: "Sono campione con la Juve"
"Quello scudetto l'ho vinto sul campo"

La nuova avventura all'Inter va a gonfie vele, ma Ibrahimovic non dimentica il passato e, a "Inter Channel", rilascia delle dichiarazioni che al popolo nerazzurro potrebbero fare poco piacere. "Mi sento ancora campione d'Italia con la Juve, io e i miei vecchi compagni abbiamo vinto due scudetti sul campo".

6:03 AM  
Anonymous Anonymous said...

che la juve non abbia mai fatto nulla di male è la migliore barzelletta del secolo... che non ci siano prove è la migliore almeno del decennio. Non occorre uno scienziato per astabilire che una serie A senza la juventus perde tifosi, del resto non occorre uno scienziato nemmeno per dire che se la juventus non barava evitava di essere retrocessa e quindi si evitava il danno.

10:44 AM  
Anonymous amber said...

a del piero il telegatto come miglior sportivo dell'anno. a buffon il telegatto premio all'eccellenza dello sport.
a moratti il telecane come miglior sportivo (perchè? lo è?) dell'anno.
ecco il giudizio degli italiani!!!

1:04 PM  
Anonymous amber said...

materazzi ce l'ha con ibrahimovic perchè questo gli sta dando lezioni di correttezza. oh mamma: prendere lezionid i correttezza da ibra! solo al peggio in questo senso, come il macellaio, poteva capitare tanto!!!
che ridereeeeeeeeee

1:05 PM  
Anonymous Annarita said...

I CONTI DI MORATTI NON TORNANO
INTER, UN 2006 DA PROFONDO ROSSO

Un'inchiesta del Quotidiano Nazionale scava nel pozzo senza fondo del bilancio nerazzurro, fra 'imbellettamenti' contabili, sprechi di danaro, debiti a profusione. L'ex presidente della Covisoc Uckmar parla delle inchieste sulle presunte plusvalenze e rivela la voragine delle tasse non pagate: "I club dovevano versare le imposte sui salari dei giocatori. Milan e Inter hanno compiuto operazioni di bilancio completamente false".



INCHIESTA CONTI DOPATI. L’Inter ha concluso l’ultima stagione con un profondo rosso di gruppo pari a 181,4 milioni di euro. Per la prima volta, la società nerazzurra ha stilato il bilancio consolidato al 30 giugno 2006, comprendente oltre ai conti della capogruppo Fc Internazionale spa, anche quelli delle controllate al 100% Inter Futura e Inter Brand. Come si legge nel documento disponibile in Camera di commercio, ciò è una “fotografia” finalizzata “a fornire una adeguata informativa sull’andamento economico e patrimoniale del gruppo”. Nel consolidamento sono state eliminate tutte le transazioni con le controllate, come la cessione dei marchi dall’Inter a Inter Brand, che ha fruttato alla prima una plusvalenza di 158 milioni, ed è stato stornato il loro ammortamento (7,9 milioni). Con queste operazioni, il risultato finale della capogruppo èin passivo di “soli” 31,1 milioni rispetto ai 118,7 del 2004/05. Il consolidato presenta una serie di dati molto pesanti: il patrimonio netto era negativo per 122,8 milioni (contro +27,4 milioni di Inter spa), l’indebitamento bancario era di oltre 209 milioni (89,1 milioni in Inter spa). La maggior parte dell’indebitamento complessivo del gruppo è riposta in Inter spa, schiacciata dal peso di 424,4 milioni, in aumento del +54,1% rispetto ai 275,3 milioni del 2004/05. Preoccupante lo squilibrio debiti-crediti pari a oltre 434 milioni , contro la disponibilità liquida di soli 35 milioni. L’indebitamento bancario di Inter spa è diminuito del 34,15% a causa della cessione dei marchi alla Inter Brand, avvenuta il 29 dicembre 2005 “per un corrispettivo di 158 milioni”. Contestualmente “è stata redatta la relativa scrittura di licenza d’uso dei marchi del valore complessivo di 160 milioni” di durata decennale. Ma ci sono due problemi gravi. “La vendita dei marchi dall’Inter alla controllata Inter Brand – spiega l’avvocato Domenico Latino, specializzato in diritto civile e sportivo – configura l’ipotesi del contratto con se stesso: quindi per la legge è nulla, anche se irrilevante essendo maturata all’interno del gruppo”. In pratica, è come se il marchio fosse passato dalla tasca destra alla sinistra. “Inoltre, l’Inter al termine del contratto di licenza d’uso – prosegue Latino – perderà il marchio. La società avrà tre alternative per evitarlo: può incorporare la Inter Brand, rinnovare l’accordo o riacquistare il marchio”. Secondo il documento contabile, l’operazione “ha consentito di ottenere da un primario istituto di credito un finanziamento a medio-lungo termine per 120 milioni”. L’Inter rivela in seguito la banca, specificando che a garanzia del prestito è stato acceso il “pegno, a favore di Banca Antonveneta sul 100% delle quote sociali di Inter Brand”. C’è però da evidenziare che l’azionista di riferimento e presidente della società nerazzurra, Massimo Moratti, è anche consigliere esecutivo di Interbanca, banca d’affari di AbnAmro Antonveneta. Al riguardo potrebbe esserci un conflitto d’interesse per Moratti, che riveste il contemporaneo ruolo di banchiere e cliente. La società di revisione Kpmg ha rilevato che “sull’Irap accantonata non è stata compresa l’imposta relativa alla plusvalenza di 158 milioni”. L’Inter, avvalendosi di un parere della Lega Calcio, ha ritenuto di non dover anche assoggettare all’Irap i 7,5 milioni di plusvalenze da cessione calciatori, nonostante una risoluzione contraria dell’Agenzia delle Entrate del 2001. I debiti tributari, ammontati a 19,7 milioni, sono aumentati del 13,3%.Le plusvalenze sono state inserite nei ricavi, mentre nei costi sono state incluse le minusvalenze (848 mila euro), contravvenendo in via di principio al Codice Civile. I giocatori sono un bene: la loro vendita rientra nei proventi straordinari e non ordinari. Infine, l’Inter ha accantonato 111,8 milioni per l’ammortamento per svalutazione calciatori fatta con il “salvacalcio” al 30 giugno 2003: dovrà pagare l’ultima rata per lo stesso importo il 30 giugno prossimo.
Stando al verbale di assemblea che ha approvato il bilancio al 30 giugno scorso, l’Inter è controllata da un patto di sindacato. In esso il socio di maggioranza al 95% è Internazionale Holding (che ha rilevato di recente il pacchetto da Inter Capital, che è stata fusa per incorporazione in Inter spa) controllata da Massimo Moratti: l’altro socio è la panamense Minmet Financing Company della famiglia Giulini. In Internazionale Holding è presente un mistero nerazzurro, riguardante la società lussemburghese Hellas Sport International che ne possiede l’1,74%: il suo rappresentante legale è Jean Hoffmann. Secondo il Journal Officiel del Granducato l’azionista di maggioranza della Hellas Sport è la Ihf-International holding & financial company con sede a Tortola, nel paradiso fiscale delle Isole Vergini britanniche. Chi ci sia dietro quest’ultima società non è possibile saperlo, protetto dietro il muro di gomma della località caraibica.
L’operazione di cessione dei marchi nerazzurri ha anche un altro risvolto. Nel paragrafo “rapporti con parti correlate” si legge che “la società ha iscritto nei costi per servizi un importo pari a 200mila euro relativo ad una consulenza fornita da un componente del consiglio di amministrazione di Inter Brand”. L’Inter non specifica su quale oggetto sia stata fornita la consulenza e il nominativo del membro del cda della sua controllata. Misure della Camera di commercio alla mano, nel consiglio di Inter Brand siedono il presidente Angelomario Moratti, figlio di Massimo e vicepresidente dell’Inter, Accursio Scorza, consigliere della società milanese, e Jantra Giulini, membro della omonima famiglia presente nel patto di sindacato: uno di questi tre è il beneficiario della consistente cifra di 200mila euro. L’importo è pari al 6,70% della voce “consulenze esterne”, pari a complessivi 2,98 milioni. Tra i costi della produzione dell’Inter spa, si segnala un incremento del 20% delle spese per servizi (da 39,2 a 47 milioni). In esse, si segnala il boom di quelle amministrative, passate da 9,1 a 12 milioni. Nonostante i due esercizi in rosso in cui è stato in carica, risultano in rialzo anche i compensi per l’ex amministratore delegato e direttore generale Mauro Gambaro da 450mila a 650mila euro. In lieve calo (-1,84%) risulta il costo complessivo del personale , passato dai 144,35 milioni del 2004/05 ai 141,69 dell’ultimo esercizio. Le spese per tesserati sono calate dai 135,59 a 131,59 milioni, mentre quelle per gli altri dipendenti sono in aumento da 8,96 milioni a 10,10 milioni. Scomponendo i compensi ai tesserati si nota un robusto aumento per gli allenatori (da 6,11 a 10,42 milioni), mentre per i giocatori è in calo (da 118,45 a 105,85). Questi ultimi si sono ripagati con i premi rendimento (da 9,11 a 14,01 milioni). Uno dei punti di forza della società nerazzurra, i “risconti passivi” (anticipo di ricavi futuri) è risultato in calo da 103,17 milioni a 44,46 milioni per il “decremento delle anticipazioni ricevute da società di factoring a fronte di contratti relativi a diritti televisivi”. L'Inter vi ha sopperito in parte con l’aumento del 15% dei ricavi del conto economico, grazie soprattutto alla crescita della voce “sponsorizzazione proventi vari e altri ricavi” (da 140,26 a 174,98 milioni). In quest’ultima sono presenti per la prima volta i “diritti di prelazione e prima negoziazione” per 21 milioni stipulati con Rti per la stagione televisiva 2009-2010. Essi consentono alla società del gruppo Mediaset di sedersi per prima al tavolo delle trattative, per un tempo congruo, per stipulare il nuovo contratto della trasmissione criptata sul digitale terrestre. Per lo stesso motivo Mediaset aveva versato 20 milioni alla Juventus nel giugno 2004.
VICTOR UCKMAR, EX COVISOC: "MILAN E INTER HANNO COMPIUTO OPERAZIONI DI BILANCIO FALSE". L'ex presidente della Covisoc parla delle inchieste sulle presunte plusvalenze e rivela la voragine delle tasse non pagate da una valanga di società: "I club dovevano versare le imposte sui salari dei giocatori. Ora l'Agenzia delle Entrate deve agire nei confronti degli stessi giocatori per recuperare i tributi dovuti". "Il mondo del calcio non può essere un'oasi privilegiata nei confronti del fisco. E' una battaglia di civiltà". Il più celebre tributarista italiano, Victor Uckmar (nella foto), va giù duro contro il debito fiscale deiclub.
Il professore, titolare della cattedra di diritto tributario all'Università di Bologna, punta l'indice anche contro l'acquiescenza dell'Agenzia delle Entrate che deve recuperare ben 538 milioni. Ma Uckmar rivolge la sua attenzione anche alla Covisoc, di cui è stato presidente fino al 2001: se l'organismo della Figc esercitasse ilcompito di vigilanza sui bilanci societari, con poteri ampi edappropriati, si potrebbero probabilmente evitare gli scandali delle plusvalenze incrociate fittizie, delle false fideiussioni e delle operazioni di cessioni di marchi infragruppo. Insomma, la cosiddetta"finanza creativa" che crea solo danni ai conti dell'azienda calcio. La recente notizia delle indagini della Procura di Milano sulle plusvalenze incrociate fittizie di otto giocatori tra Inter e Milan ha posto nuovamente in luce il problema dei bilanci "imbellettati".
E'possibile che solo adesso ci si accorga di ciò?
"Le confesso che quando era scoppiato nello scorso maggio lo scandalo che aveva coinvolto Luciano Moggi, avevo notato che si era cercato di minimizzarlo. Inizialmente si parlava solo di partite truccate tramite qualche "regaletto" agli arbitri per la sola stagione 2004/2005: piccole infrazioni riguardanti soltanto la giustizia sportiva. Ci si era però dimenticati che alle spalle di "calciopoli" c'erano alcuni fatti ben più gravi di rilevanza penale, come i bilanci truccati, le fidejussioni false. Tutto ciò giunge soltanto ora al pettine con l'indagine della magistratura ordinaria, che ha effettuato un'ampia e complessa indagine: l'autorità di governo del calcio ha purtroppo trascurato questi problemi, che sono ben più gravi".
E a proposito di plusvalenze incrociate fittizie e vendite dei marchi a società interamente controllate, come hanno fatto Inter, Milan e Lazio, lei cosa ne pensa?
"Sono operazioni completamente false e avranno un'incidenza fortemente negativa sui bilanci delle società".
Il sospetto è che queste operazioni siano state approntate dagli azionisti dei club per ripianare le perdite, risparmiando somme consistenti: in futuro dovranno versare soldi veri?
"Di sicuro dovranno riscrivere i bilanci in modo corretto. Bisogna però applicare le giuste sanzioni per chi è eventualmente incorso inqueste falsità di bilancio".
Lei prima accennava agli organi del calcio: la Covisoc, l'organismo di vigilanza sui bilanci delle squadre, avrebbe dovuto vigilare. Perché non lo ha fatto?
"La Covisoc nel 1999 è stata esautorata di tutti i suoi effettivi poteri di controllo, perché disturbava le società. Queste ultime avevano sostenuto che la Commissione non era più necessaria, poiché al loro interno avevano già i loro organi di vigilanza, come il collegio sindacale. Un bel giorno, anzi un brutto giorno, è stata emanata una disposizione con cui la Covisoc non poteva più svolgere esami approfonditi sui bilanci, ma il suo compito era limitato soltanto allaverifica dell' "equilibrio finanziario" per l'iscrizione aicampionati. L'autorità di vigilanza non poteva quindi più entrare nelmerito dei documenti contabili".Sarebbe forse meglio che invece della Covisoc fosse nominataun'autorità di vigilanza esterna al mondo del calcio?"Se funzionasse la Covisoc, dandole i poteri appropriati, non cisarebbe alcun problema per la verifica dei conti delle società".Però dei membri indipendenti offrirebbero maggiori garanzie?"E' meglio non complicare le cose. Se si nominassero le authority perogni materia si rischia di creare solo confusione. Credo che nel casodelle società di calcio, essendo private, debba esistere un organismo di vigilanza interno, purché abbia tre caratteristiche fondamentali: autorità, prestigio e indipendenza".
Lei ha lanciato l’allarme sull’elevato debito fiscale delle società: è una situazione di non ritorno?
“Da notizie di stampa ho appreso che sui club pesa un debito tributario di 538 milioni di euro. Tuttavia questa somma non è dovuta per il reddito da loro prodotto, poiché quasi tutte sono in perdita: rappresenta invece le ritenute fiscali da effettuare nei confronti dei calciatori. Al pari di qualsiasi datore di lavoro i club dovevano versare, in qualità di sostituti, le imposte sui loro salari milionari. E’ successo però che gran parte delle società non le hanno versate: a mio avviso, c’è un obbligo solidale dei giocatori a pagarle. L’Agenzia delle Entrate, se fosse attenta, avrebbe dovuto già agire nei confronti dei singoli calciatori per il recupero delle somme arretrate. Ciò può tranquillamente avvenire in forza di alcune sentenze della Corte di Cassazione, che riconoscono la responsabilità del dipendente tesserato a pagare le tasse, salvo la possibilità accordata loro di potersi rivalere nei confronti della società per inadempienza contrattuale. Il fisco deve fare il suo mestiere: colpire i percipienti reddito per recuperare i tributi dovuti”.
I dirigenti delle società si lamentano dei costi e, soprattutto, del carico fiscale troppo elevato: a torto o a ragione?
“Anche io mi lamento del costo fiscale che colpisce la mia attività. Anche l’uomo della strada, il negoziante, il grande e piccolo imprenditore si lamentano del fisco. Ma non si possono creare categorie privilegiate”.
Ciò vuol dire che prima le società pagano i tributi e dopo si può eventualmente discutere se essi sono vessatori?
“Proprio così. E insisto sulla responsabilità fiscale dei giocatori: l’Agenzia delle Entrate deve compiere il suo dovere”.
L’Olympique Lione ha intenzione di quotarsi in Borsa a Parigi. Lei aveva dichiarato che sui prospetti informativi di non raccomandare l’acquisto delle azioni dei club alle vedove e agli orfani: è sempre di quella opinone?
“Farei una distinzione. Se un club si occupa solo di calcio, dubito fortemente che possa riservare soddisfazioni ai piccoli azionisti. Viceversa, se la sua attività è dedicata anche ad altro, come i settori immobiliare o commerciale, allora potrebbe essere interessante”.
Alcune società però si lamentano che non riescono a sfruttare il merchandising per la scarsa tutela giuridica dei marchi aziendali: è proprio così?
“Non è vero, la legge italiana offre garanzie adeguate. Le società devono solo valorizzarli in modo adeguato”.
Il 31 gennaio si concluderà l’opa della società di Claudio Lotito sulla Lazio, che sparirà dal listino di Piazza Affari: come giudica questa operazione?
“Finalmente un’operazione concreta che fa ordine sul mercato azionario. E’ inutile illudere i piccoli azionisti con il calcio, con cui molto difficilmente si guadagna”. (Inchiesta Quotidiano.net)

9:51 AM  
Anonymous annarita said...

Stando ai giornali di oggi, De Benedetti e Giacalone, giornalista di Libero, avrebbero denunciato Telecom per l'attivita' di spionaggio. De Benedetti - secondo La Repubblica - avrebbe denunciato Bernardini e "i suoi mandanti senza scrupoli". Giacalone, dal canto suo, ricorda che guidorossi aveva diffidato i giornali dallo scivere che Telecom facesse intercettazioni abusive ed ora annuncia un'azione legale contro lo stesso argonauta interista per essere stato spiato.

4:18 AM  
Anonymous Anonymous said...

Ma Annarita non hai proprio un c...o da fare? Continua con la tua battaglia personale contro l'Inter, tanto non ti restituisce la serie A. La condanna della Juve in serie B ha finalmente fatto luce su anni di continui e ripetuti aiuti sul campo e fuori che la Juve riceveva.
Ci siamo sempre chiesti perchè tutti chiamavano la Juve ladrona e oggi abbiamo la risposta!


Continua a tifare la tua squadra ribattezzata per i suoi meriti sportivi e non: LADRENTUNS

4:47 AM  
Anonymous ohsì said...

peccato che le prove dicono che i delinquenti siete voi interisti! e lasciatelo dire da una che non tifa nè juve nè inter.
e poi sei tu quello che non ha nulla da fare, perchè mentre noi che schifiamo una squadretta marcia come l'inter siamo nel blog giusto tu sei qui ad avallare la vergogna che rappresentano moratti e i suoi! ciao galeotto!

9:54 AM  
Anonymous annarita said...

Il mio ex amico Luca e la Pravda dello Sport

Ora che è scoppiato lo scandalo di Morattopoli, Carlo Verdelli preferisce parlare d'altro, sorvolare sui bilanci farlocchi e da oggi sulla Pravda fa scrivere, di Pacs e di matrimonio tradizionale (wow!), il mio ex amico Luca Sofri.
PS.
Sempre per parlar d'altro, e far finta che la squadra aziendale non sia sotto inchiesta penale e sportiva, oggi la Pravda Rosa pubblica anche un articolo su Cogne (che non è un terzino uruguagio), uno sul freddo che non arriva e uno sul nuovo software della Microsoft.

30 gennaio - Christian Rocca

11:15 AM  
Anonymous Anonymous said...

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8:33 PM  
Anonymous Anonymous said...

Non sapevo che Annarita aveva un avvocato!
"peccato che le prove dicono che i delinquenti siete voi interisti"

Ma di che prove stai parlando? Ti ricordo che finora le squadre condannate sono: LADRENTUS - MILAN - FIORENTINA E LAZIO

"e lasciatelo dire da una che non tifa nè juve nè inter."

ohsì non sarai per caso milanista?

Ma il nome "ohsì" te lo sei dato perchè ti piace prenderlo nel sedere!

Per fortuna conosco milanisti che si sono ricreduti sulla "LADRENTUS"!

2:22 AM  
Anonymous ohsì said...

"L'ex direttore generale della Juventus, che martedì scorso ai microfoni di Radio Kiss Kiss aveva predetto la griglia arbitrale per la domenica di campionato, ha puntualmente azzeccato la designazione di Gianluca Paparesta per il big-match Inter-Roma, nonchè i nomi di tre dei cinque arbitri chiamati a dirigere le partite più delicate di giornata. Viene così smontato il teorema di calciopoli, tanto caro alla Gazzetta dello Sport, secondo cui lui avrebbe concordato gli accoppiamenti con i designatori Bergamo e Pairetto. Invece non è così: Mago Luciano conosceva in anticipo gli arbitraggi grazie ad un banalissimo e logico ragionamento matematico."
GRANDEEEEEEEEEEEE

9:38 AM  
Anonymous Anonymous said...

siamo arrivati al culmine. Fermanti i campionati per la tragedia di Catania. Grazie a tutti per aver ucciso il calcio.

2:22 AM  
Anonymous luigi said...

il calcio è morto l'estate scorsa. purtroppo ieri è morto un uomo (e non è certo la prima volta).
lo schifo peggiore era sapere che la tv definiva da shock la notizia dello stop delle partite, non certo la tragedia! e poi bello l'esempio di chi, invece di starsi zitto, già chiedeva di annullare il risultato della partita e ripeterla. della serie: approfittiamo di questa tragedia per vedere di rimediare alla sconfitta! orrore!

5:01 AM  
Anonymous lol said...

meno male che doveva rifondare il calcio! sì, nel senso di farlo sparire! che schifo!
e poi vedere quelle scritte dei tifosi di piacenza e livorno, che vergogna!
condoglianze alla famiglia dell'agente.

5:57 PM  
Anonymous amber said...

Martin Bengtsson, centrocampista svedese dell'inter.
Arrivò ad Appiano Gentile nell'inverno della stagione 2003/2004, strappato alla concorrenza di Ajax e Chelsea: 55 minuti nel Viareggio, moltre presenze in Primavera, alcune convocazioni in prima squadra. A distanza di qualche anno, sparito dalla scena calcistica, ha pubblicato in patria un libro che farà discutere molto il mondo del Calcio, dal titolo "I skuggan av San Siro", ovvero "Nell'ombra di San Siro": "I skuggan av San Siro" non è ciò che ci aspetteremmo tutti, un normale racconto di un ragazzo che ha coronato il sogno di giocare in una big europea... E' la cronaca shock dei 9 mesi trascorsi in nerazzurro tra overdose di droga, alcohol, dipendenza sessuale, crisi d'identità: periodo culminato con un tentativo di suicidio (tagliandosi le vene in doccia), il ricovero nel reparto psichiatria di un ospedale milanese ed il ritorno a casa. Nel libro, Bengtsson critica duramente l'ambiente del calcio e il trattamento che i grandi club riservano ai giovani talenti, usati come fossero robot senza cuore, e spiega quello che gli è successo all'inter. "Non voglio aver più nulla a che fare con il calcio, è un capitolo chiuso della mia vita: non lo guarderò mai più, neanche in tv".

8:41 AM  
Blogger nessuno77 said...

è uno schifo!!!
altro che calcio pulito tutto il sistema è uno schifo un magna magna...!!!
VERGOGNA!!!!

9:34 PM  
Anonymous annarita said...

Volete ridere (vabbeh, si tratta di inperd, quindi è normale)? mo-rutta ha appena detto che il campionato rischia di essere falsato, vista la sospensione!!!! QUESTO DAVVERO NON HA PUDORE!

11:17 AM  
Anonymous lol said...

se vuoi ridere ancora di più sappi che Moratti ha di nuovo cambiato idea: ora il campionato è tornato non falsato. non è che fa a giorni alterni???? :))

12:01 AM  
Anonymous annarita said...

MILAN E INTER COMPLICI DEI VIOLENTI
AFFARI, RICATTI E POSTI DI LAVORO. TUTTI GLI ACCORDI CON GLI ULTRA'

INCHIESTA CORSERA / I capi dei tifosi invitati dal club rossonero alla cena di gala per lo scudetto nel 2004 Patto nerazzurro per il controllo della curva: una chiamata e sparisce la croce celtica



di Arianna Ravelli Gianni Santucci - Corsera

Il capo dei Commandos, qualche anno prima, nonpoteva entrare allo stadio. Però alla festa del Milan campione d’Italia, nel 2004, aveva un tavolo accanto a quello del presidente Berlusconi. «Noi siamo soliti festeggiare con la nostra famiglia allargata», dice la società. Una definizione che comprende sia il presidente della Regione Formigoni e l’allora sindaco di Milano Albertini, sia una quindicina di ultrà esponenti deiCommandos, delle Brigate Rossonere, e della (oggi sciolta) Fossa dei leoni. Un frammento dei rapporti pericolosi che Inter e Milan intrattengono con i «cattivi» delle curve. Rapporti leciti,ma alla base di un giro d’affari da milioni di euro, della gestione di un potere su migliaia di ultrà, e di un meccanismo di ricatto più o meno latente verso i club. Che negli ultimi mesi è sfociato in unatentata estorsione ai danni dei rossoneri.Concolpi di pistola e un pestaggio.
Equilibrio sottile
Rapporti a rischio. I capi ultrà viaggiano spesso sugli stessi charter che portano i giocatori e i dirigenti. «Ma volano a loro spese», fanno sapere da Milan e Inter. Entrano negli spogliatoi di San Siro e nelle aree vip. Perché i leader della curva possiedono pass nominali, con tanto di foto per «muoversi liberamente in ogni settore dello stadio, compresi gli spogliatoi dei giocatori » (deposizione di un dirigente del Milan). Lostesso succede per l’Inter.Avolte, i legami diventano lavorativi. Come per un esponente di Alternativa rossonera, impiegato in un ufficialissimo Milan point. Infine, sul sito delle Brigate rossonere Gilardino, Inzaghi, Kakà e Gattuso mettono gratuitamente a disposizione la loro (costosa) immagine per pubblicizzare magliette, cappellini e felpe del gruppo. Fin qui, niente di illecito. Solo la prova di una certa contiguità tra le società e i gruppi di tifosi più estremi. Di contatti che vengono considerati inevitabili. E da coltivare: servono a «responsabilizzare» i capi dei tifosi, con il risultato «di essere una delle squadre meno sanzionate in Europa e in Italia», come chiarisce un responsabile del Milan in un verbale della Digos. Il fatto è che l’equilibrio è fragile. E il confine tra rapporto corretto e complicità sottile.
Il patto nerazzurro
Quindici maggio 2005, a San Siro si gioca la partita Inter-Livorno. In curva Nord, quella nerazzurra, compare una croce celtica. Sventola per pochi minuti, poi viene ritirata. Cosa è accaduto? Un responsabile della polizia ha avvertito un referente della curva, che ha girato immediatamente l’ordine: «Fate levare quella roba». Il magistrato che ha indagato sugli ultrà interisti parla di collaborazione «efficace». È il sistema nerazzurro, per come è stato ricostruito dagli investigatori. Funziona così: concessione di benefici «limitati» ai capi-curva in cambio di una sorta di «servizio d’ordine». Il tutto sotto la supervisione della polizia, che però non compare mai sugli spalti. L’Inter assicura cinquanta biglietti omaggio «consegnati a Franco Caravita (leader della curva Nord, ndr) e da questi gestiti con successiva distribuzione » ad altri esponenti degli ultrà. La contropartita, per l’immagine e per le casse di una società di calcio, è enorme: una curva calma, niente guerriglia urbana (rarissima fuori da San Siro negli ultimi anni), poche multe per incidenti e lancio di fumogeni. Ma come: si tratta con i «cattivi»? Ci si affida a loro per il servizio d’ordine, anche se alcuni hanno precedenti penali? E qual è il limite di questi accordi? La risposta l’ha data il pm Fabio Roia chiedendo l’archiviazione dell’indagine sul lancio di fumogeni che portò all’interruzione del derby diChampions del 12 aprile 2005: «È evidente come questa intesa possa suscitare qualche perplessità sotto il profilo etico e della eventuale prospettiva investigativa, ma la gestione dell’ordine pubblico in situazioni di particolare complessità comporta una visione ampia e flessibile del problema». Un pragmatismo efficace da un lato,mache dall’altro rappresenta una sorta di resa del sistema calcio: le società sono i «soggetti deboli» per il principio della responsabilità oggettiva (le intemperanze dei tifosi si pagano con multe e squalifiche del campo); polizia e carabinieri non entrano mai nelle curve di San Siro per evitare «possibili provocazioni», eun anello chiave della sicurezza sono gli ultrà stessi. Viene da pensare: ma cosa succede negli stadi italiani se questo modello,come accertato dopo mesi di indagine, è il risultato della «bonifica culturale» del presidente Moratti? Se il calcio è una macchina da soldi, 3 per cento del Pil, le curve tentano di ritagliarsi la propria fetta. Il tifo che diventa mestiere.
Il giro d’affari
Primo: i biglietti per le trasferte. Di solito le società li vendono ai rappresentanti della curva. Niente di illecito.Maquesto cosa comporta?Unodei capi ultrà del Milan haammessodi rivenderli a 2-3 euro in più.Edè il primo ricarico. Sui biglietti si fonda poi l’organizzazione dei viaggi: pullman e treni per le trasferte più vicine, aereo per quelle distanti. I curvaioli comprano il pacchetto completo. Che comprende, ovviamente, altri ricarichi. Moltiplicando per le 18 trasferte di campionato, più quelle di coppa Italia e di Champions, alle quali partecipano in media, per le squadre milanesi, tra le mille e le 4 mila persone, si scopre che una stagione calcistica può fruttare 5-600 mila euro. Sottobanco poi, è un’altra storia: biglietti regalati, venduti sottocosto o pagati inmododilazionato. Per l’Inter la magistratura ha escluso questa prassi, sul Milan (come parte lesa in un tentativo di estorsione da parte di gruppi ultrà) c’è un’indagine in corso. «Ma per società molto importanti — spiega Maurizio Marinelli, direttore del Centro studi sulla sicurezza pubblica— l’omaggio può arrivare anche a un migliaio di biglietti». In questo caso gli introiti per gli ultrà-affaristi si moltiplicano. «I capitifoseria hanno un potere enorme —aggiunge il procuratore capo di Monza, Antonio Pizzi, che ha condotto l’inchiesta oggi passata a Milano —. Ricattano le società che forniscono loro biglietti sottocosto o in omaggio. Il giro d’affari per una curva è nell’ordine di milioni di euro».Aquesto fiume di soldi bisogna aggiungere gli aiuti per le coreografie (negati dalle società) e la vendita dei gadget: cappelli, felpe, magliette. Questa è la montagna di soldi da spartire. Che non arriva a tutta la curva, manelle tasche dei pochi che comandano. Conseguenza: i capi degli ultrà milanesi pensano più agli affari che alla violenza. Ma appena gli equilibri si spostano, c’è qualcuno che per entrare nel business è pronto sparare. È quel che sta succedendo intorno a San Siro.
La tentata estorsione
Nell’autunno 2005 si scioglie, dopo 37 anni, la Fossa dei Leoni. È un gruppo storico del tifo rossonero, ma ha due macchie: è l’unico rimasto di sinistra e non risparmia le critiche alla società. La ragione dello scioglimento sembra tuttadacercarsi dentro il codice d’onore ultrà: i Viking juventini hanno rubato lo striscione alla Fossa, che per la restituzioneha chiesto la collaborazione con la Digos. Questa storia è anche un pretesto. In realtà, c’è già un nuovo gruppo, di destra, che sgomita per la leadership: i Guerrieri ultras. I Guerrieri si sarebbero alleati con le Brigate Rossonere. I Commandos vanno in minoranza. E pagano. «I nuovi cominciano a sgomitare. In due direzione: per guadagnare spazio nella curva e per ottenere il riconoscimento dalla società. Che consente di partecipare al giro d’affari» spiega un investigatore. Così, l’ottobre scorso, due uomini in moto sparano alle gambe di A. L., 32 anni, esponente dei Commandos, davanti a un supermercato di Sesto San Giovanni. Il 25 gennaio, un altro leader dello stesso gruppo viene picchiato fuori da San Siro da sette persone (due sono state arrestate e stanno per andare a processo). È conciato così male che ancora oggi non si sa se ce la farà. Intanto, i Guerrieri chiedono biglietti alla società. Forse anche abbonamenti. Mail Milan, per due volte, rifiuta. E, combinazione, subito dopo per due volte dalla curva piovono fumogeni: Milan- Lilla, 6 dicembre, e Milan-Torino, 10 dicembre 2006. Il Milan annuncia una linea più dura: taglia i pass. Galliani va in procura a Monza, che nel frattempo ha indagato dieci ultrà:«Manon sono io che mi occupo di queste cose». Non c’è stata nessuna denuncia. La procura è arrivata alla tentata estorsione indagando sulla sparatoria. «Nei nuovi gruppi di ultrà—rivela uninvestigatore — ci sono molti delinquenti comuni, con precedenti per spaccio e rapine». Sicuri che valga la pena tenerli in famiglia?

1:20 PM  
Anonymous annarita said...

Complimenti agli ultrà di inperd, Roma, Atalanta e Toro! Persino ieri, dopo quanto successo a Catania, hanno avuto il coraggio di commettere atti violenti o di fischiare il povero Raciti! CHE SCHIFO! Ecco ancora una volta il "calcio" che gli intertristi hanno voluto per il nostro Paese!!!

9:41 PM  
Anonymous Anonymous said...

Con geniale stupidità Annarita ha detto:
"Complimenti agli ultrà di inperd, Roma, Atalanta e Toro! Persino ieri, dopo quanto successo a Catania, hanno avuto il coraggio di commettere atti violenti o di fischiare il povero Raciti! CHE SCHIFO! Ecco ancora una volta il "calcio" che gli intertristi hanno voluto per il nostro Paese!!!"

Ma con che coraggio parli che è calcio disonesto e violento l'avete inventato e creato voi con il vostro "santone" Moggi.

C'è una sola squadra riconosciuta nel mondo per la sua disonesta ed è la Juve!

Un'ultima cosa siccome hai scoperto l'acqua calda è chiaro che in ogni tifoseria ci sono i deficenti violenti ma per fortuna la gran parte delle persone che vanno allo stadio vogliono solo guardare la partita!

Si parla tanto di violenza negli stadi e fuori, dopo vai su internet e vedi questi blog ridicoli che fomentano l'odio tra le squadre!

11:40 PM  
Anonymous Anonymous said...

in merito ai fischi di Roma, un comunicato degli ultras giallorossi ha chiarito pienamente la vicenda. Che non è afaftto come è stata raccontata in televisione... ogni tanto pensate con la vostra testa anziché fidarvi di Tuttosport, Liguori, Piccinini, Moggi, eccetera...

4:21 AM  
Anonymous annarita said...

Intertriste, piccinini e liguori (rigorosamente minuscoli) sono dei vostri!
Inoltre i tifosi Juventini ieri non sono stati arrestati come quelli intertristi nè hanno fischiato Raciti come romanisti, torinisti e atalantini!
Ma da uno come te che sa solo insultare non ci aspettiamo nulla di buono, figuriamoci la condanna della violenza!
E' sempre piu' VERGOGNA! Compresa VERGOGNA INTER, come recita il blog (anche se l'intertriste non se n'è mai accorto)!!!

6:16 AM  
Anonymous lol said...

CALCIO, CHIEVO-INTER: ARRESTATI QUATTRO TIFOSI NERAZZURRI - La Repubblica

7:01 AM  
Anonymous Anonymous said...

UN ALTRO ANOMINO NON SONO LA STESSA PERSONA DEI POST PRECEDENTI!

LOL ma che diavolo scrivi?

"CALCIO, CHIEVO-INTER: ARRESTATI QUATTRO TIFOSI NERAZZURRI - La Repubblica"

Vorrei sapere che cosa centra con il titolo del post?

Ma in quella testa un briciolo di cervello esiste!!!

In ogni tifoseria ci sono frange violente!! Te e Annarita sapete solo generalizzare e sparlare dell'Inter!!

Vorrei sapere ha che squadra tifi cosi sentiamo se la tua tifoseria è immacolata?

3:07 AM  
Anonymous lol said...

tifo Udinese e quello che scrivo c'entra eccome visto che in questo blog si parla della VERGOGNA INTER!!!
se non ti sta bene non venirci più. nessuno ti costringe!

5:29 AM  
Anonymous luigi said...

come potrà notare l'intertriste, quanto scritto nel post rispondeva al vero:
l'ormai ex (perchè dimissionario) vice capo dell'ufficio indagini D'Andrea è un nuovo dirigente telecom!!!
ennesima vergogna immerd!!!
e ora l'intertriste che dice? le fonti non gli vanno più bene e dicono cavolate come lui sperava?

7:30 AM  
Anonymous luigi said...

non solo.... quello che pancalli vuole nominare come uovo vice di borrelli è anch'esso intertriste dichiarato!!! che schifo!!!!

7:30 AM  
Anonymous Anonymous said...

Per rispondere a "LOL" nessuno costringe te a denigrare l'Inter!

Poi la cosa più strana che mi puzza al quanto è che un tifoso dell'Udinese parli male dell'Inter!

Secondo me te e Annarita o siete la stessa persona o siete complici!

Per rispondere a "Luigi" che crede che tutti quelli che hanno seguito l'inchiesta "calciopoli" siano interisti, ma tu ti sei mai domandato di tutte le persone condannate quante erano della Juve o sue amiche/alleate?

Ti rispondo io praticamente TUTTE!!!!!!

1:23 AM  
Anonymous Antonio said...

che tristezza...
E' davvero triste questa italietta fatta di dietrologia e veleni. Ciò non toglie che se la società inter ha compiuto delle violazioni di norme debba pagarne le conseguenze collegate. Lo dico da interista ovviamente. Però l'eventualità che l'inter possa aver violato delle norme non riduce né si relativizza alle violazioni compiute in passato da altre società. E poi da un punto di vista calcistico giocare con le plusvalenze (cosa comunque condannabile) non è scegliere la griglia arbitrale...

Cari juventini vi dico, con affetto e senza la minima ironia, che l'anno scorso la juve aveva una squadra formidabile che ha meritato sul campo di vincere lo scudetto. Lo ha perso per demerito non suo, ma dei suoi dirigenti, che giustamente sono stati allontanati dalla stessa proprietà. Perché non avete aperto un blog sulla vergogna di questi dirigenti? E' questa la vera vergogna, rendetevene conto.

Applaudo alla nuova dirigenza che ha aperto per la juve un nuovo corso e comprendo la loro rabbia per quanto accaduto in passato.

Aggiungo che se dovesse succedere all'inter una cosa simile alla juve, allora me la prenderò con i dirigenti, non con voi, non con la juve o il milan, non con pancalli i borrelli o chi per lui. Se l'inter dovesse essere riconosciuta responsabile e giustamente punita, il bersaglio delle mie invettive sarà la dirigenza. Nel caso sarò lieto di ereditare da voi il titolo di questo blog che allora sì sarebbe appropriato. Ora fa solo tenerezza.


Un caro saluto sperando che la juve possa tornare subito in A e rivedere il derby d'italia, sempre che non tocchi poi all'inter assentarsi dalla massima serie, ma ne dubito.

Ciao

2:21 AM  
Anonymous lol said...

la Juventus non ha perso lo scudetto lo scorso anno. lo ha stravinto. come ha detto anche il vostro Materazzi.
e il fatto che io tenga per l'Udinese non significa che debba odiare altre squadre come fanno gli antisportivi come gli interisti.
per esempio ho tutta l'ammirazione per grandi squadre come Juventus, Milan, Manchester United, Barcelona, Arsenal. e detesto i delinquenti e gli imbroglioni come tronchetti provera e moratti. quindi io sono nel posto giusto. questo non è un blog della Juve ma un blog che smaschera lo schifo che è l'inter.
ma tu ancora non l'hai capito o non sai leggere perchè, essendo interista, sei perdente dentro.

5:56 AM  
Anonymous viva la Juve FIAT Agnelli said...

Siamo in aprile [2005]. Il titolo FIAT precipita sotto i 5 Euro. L'amministratore delegato della FIAT Marchionne compra 1 milione di Euro di FIAT per dimostrare che lui ci crede, e tutti si scappellano e gli fanno i complimenti.

Marchionne compra tutte quelle FIAT a quattro soldi, sapendo già che le banche convertiranno il prestito in azioni, e che dunque dovranno far salire il titolo. Si chiama insider trading, reato penale gravissimo. In un altro paese sarebbe sufficiente questo per la galera.

Nell'aprile 2005 la FIAT crolla sotto i 5 Euro. I giornali scrivono che tutti vendono, senza notare che se molti vendono, ci sarà pure qualcuno che compra.

Nell'aprile 2005 , una società lussemburghese, la Exor, compra il 10% di tutta la FIAT a prezzi stracciati (attraverso una cosa complicata che si chiama equity swap, ma quello è). Per acquisti di questa entità c'è obbligo di comunicazione alla CONSOB, e invece nessuno comunica niente e nessuno ne parla. In un altro paese sarebbe di nuovo galera.

E' il 16 settembre [2005] [...]. IFIL, l'azionista di controllo della FIAT che fa capo alla famiglia Agnelli, comunica che procederà all'acquisto dell'8% di tutta la FIAT per mantenere la sua quota al 30% anche dopo l'ingresso delle banche in seguito al convertendo. Dice che lo farà perché la famiglia crede nell'azienda, e si impegna investendo ancora le sue risorse.

Indovinate da chi compra tutte quelle azioni la IFIL? Da Exor (vedi sopra). Le compra a 6,50 Euro, mentre in borsa, per gli idioti, sono a 7,50-8,00. Del resto Exor può venderle a un prezzo così basso, perché le aveva comprate ad aprile, ricordate?, a meno di 5 Euro.

Ma chi è 'sta Exor? O meglio: di chi è 'sta Exor, società con sede in Lussemburgo? La Exor appartiene per il 70% alla Giovanni Agnelli & Co., e per il rimanente 30% alla IFI. Che a sua volta appartiene alla Giovanni Agnelli & Co.

Il tutto può essere dunque tradotto così: la famiglia Agnelli con la faccia da Exor ad aprile compra il 10% della FIAT a meno di 5 Euro senza dire niente a nessuno. Il 16 settembre la famiglia Agnelli con la faccia da IFIL compra dalla famiglia Agnelli con la faccia da Exor l'8% di FIAT a 6,50 Euro, ad un prezzo cioè del 13% inferiore a quello di mercato.

La famiglia Agnelli dichiara che con questa operazione vuole dire al mercato che è tutta impegnata e concentrata sul rilancio dell'azienda.

La famiglia Agnelli con la faccia da IFIL rivenderà queste azioni agli idioti a prezzi di mercato, guadagnandoci, mentre la famiglia Agnelli con la faccia da Exor ha già messo in tasca un sacco di soldi vendendo alla famiglia Agnelli con la faccia da IFIL le azioni che aveva comprato (naturalmente con soldi prestati dalle banche) ad aprile.

http://www.simplicissimus.it/2005/0..._swap_ovve.html

risultato:

[il 12 febbraio di quest'anno]La Consob ha multato per 16 milioni di euro il gruppo di potere Fiat, e decretato la sospensione del top-management IFI, IFIL e «Giovanni Agnelli Spa». Sospeso per sei mesi il presidente IFIL Gianluigi Gabetti (5 milioni di euro di multa); per quattro mesi Franzo Grande Stevens, consigliere d’amministrazione e legale della Casa (3 milioni di multa); sospeso per due mesi l’amministratore delegati IFI Virgilio Marrone, con 500 mila euro da pagare. Altri 4,5 milioni di multa alla IFIL Investment Spa, e 3 milioni alla «Giovanni Agnelli & C.».

gli stessi protagonisti negli USA avrebbero beccato complessivamente 130 anni di galera (come fu per ENRON), in Italia una multa, uno scappellotto, la possibilità di ricorrere in appello e ottenere lo sconto come fu fatto per la Juventus nel calcio

5:52 AM  
Anonymous Anonymous said...

la juventus lo scudetto dell'anno scorso lo ha perso e non vinto, infatti non compare sulle maglie della squadra di serie B.
Per colpa dei maneggi di Moggi e Giraudo, lo ha perso. Saluti

5:54 AM  
Anonymous annarita said...

Uno scudetto, un trofeo, un torneo non si perdono. SI vincono. Comeihanno fatto la Juve e le altre grande squadre del mondo. Chi non lo riesce a vincere, cerca di averlo a tavolino. Nel 1910 come nel 2006.

11:39 AM  
Anonymous annarita said...

L'Inter secondo Carletto Mazzone (notoriamente tutto tranne che juventino e contro l'Inter)?

"Non ha avversari, anche per questo batte tanti record. Non ricordo, francamente, un campionato così noioso, così poco combattuto”.

Inter verso lo scudetto e Inter che sul petto uno scudetto ce l’ha già…

“Ma fossi stato Moratti non l’avrei accettato. Perché accettare uno scudetto che la Juve aveva stravinto meritatamente sul campo?”.

Davvero?

“Guardi che la Juve non ha commesso illeciti, qualcuno mi deve spiegare quali partite ha comprato. Sono state fatte tante chiacchiere ma le chiacchiere non sono reati. Ragion per cui la Juve è stata condannata in maniera eccessiva e sicuramente ingiusta rispetto alle pene inflitte ad altre società…”.

Che fa, difende Moggi?

“Certo che lo difendo. Sono stato con Moggi alla Roma e ho avuto con lui un rapporto bellissimo. Moggi non ha commesso illeciti, Moggi è un caro, simpatico millantatore, il campione dei millantatori, che ha voluto partecipare più del dovuto alle vittorie della Juve. Creda a me che lo conosco bene e che sono antijuventino…”.

Torniamo all’Inter: può aprire un ciclo?

“Forse sì però dipende dagli avversari. Quest’anno le dà un po’ fastidio solo la Roma che è la vera, autentica sorpresa del campionato. Il calcio di Spalletti, tecnica più velocità, di una difficoltà incredibile e di una bellezza unica, è il migliore d’Italia. Complimenti a Spalletti”.

11:44 AM  
Anonymous Anonymous said...

si perdono, si perdono. Se potresti vincerlo con le tue forze ma metti di mezzo Moggi e ti scoprono, i tornei si perdono eccome. e lasciano un buco di vergogna in petto al posto dello scudetto.
e di scudetti rubati anche a tavolino alla juventus ne ricordo almeno uno... quando era presidente della FIGC Umberto Agnelli, e scandalosamente annullò una vittoria dell'Inter a Torino a tavolino per invasione di campo (e quella vittoria avrebbe dato all'Inter lo scudetto) e fece ripetere la partita, quando le corti di giustizia sportgiva avevano già deciso. Perché il presidente federale era juventino. con un precedente così, lamentarsi di Guido Rossi mi sembra senza pudore.
Comunque, in B vi ci hanno mandato. E il mondo lo sa. basta questo.

2:15 AM  
Anonymous luigi said...

allora l'inter vuole vincerlo proprio il premio per la società che comemtte più reati nel mondo!!! e non solo società sportive! cavolo, moratti + tronchetti provera = reato sicuro! se poi ci aggiungiamo oriali......!!!

8:18 AM  
Anonymous annarita said...

Vodafone chiede i danni a Telecom, 759 mln per concorrenza sleale!!! E "bravi" i delinquenti intertristi!

8:51 AM  
Anonymous annarita said...

NON CI SI PUO' CREDERE
Alle 14.00 il sito della Gazzetta non ha ancora dato notizia del passo falso in Champions degli indossatori di scudetti altrui

22 febbraio
Christian Rocca

10:33 AM  
Anonymous annarita said...

I TIFOSI SCENDONO IN PIAZZA
ORA BASTA CON GLI INDULTI: L'INTER DEVE PAGARE!

Il 14 aprile grande manifestazione a Roma dei tifosi di tutta Italia per protestare contro le assurde sentenze di calciopoli ed invitare il governo del calcio a perseguire a fondo le società come quella nerazzurra che hanno taroccato passaporti, contratti, bilanci e campionati senza mai incorrere in alcuna sanzione. Lo slogan della giornata sarà: "Vietato insabbiare!"




IL COMUNICATO.

SABATO 14 APRILE 2007 TUTTI A ROMA

MANIFESTAZIONE: VIETATO INSABBIARE!
IN COLLABORAZIONE CON: AVVOCATO DI MONDA (EGO DI NAPOLI)

BASTA CON PAROLE, NON LIMITIAMOCI A LAMENTARCI SUI FORUM, FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE, E’ ORA DI AGIRE!
Non è una manifestazione di soli juventini ma di tutti i tifosi! Per evitare che la FIGC faccia (ancora una volta) finta di niente, alla faccia di tutte quelle società che hanno subito sanzioni (che in alcuni casi hanno portato al fallimento), come Napoli, Genoa, Fiorentina, Torino, Juventus, Lazio, Milan, Reggina, Arezzo ecc...
PARTECIPIAMO NUMEROSI
SCUDETTO ASSEGNATO PER MOTIVI ETICI: PASSAPORTI FALSI - PATENTI RUBATE- FALSO IN BILANCIO (se accertato, dovrebbe portare alla retrocessione) Convention alle ore 11 (location da stabilire), fino alle 13:30 circa.
Ore 15:00 incontro SILENZIOSO davanti alla sede della Figc, davanti alla quale sarà lasciato un fiore (crisantemo) per decretare la MORTE DELL’EQUA GIUSTIZIA
PER CONFERMARE LA PROPRIA ADESIONE SCRIVERE A: info@farsopoli.com
PER UNA MIGLIORE ORGANIZZAZIONE DELL’EVENTO INDICARE: NOME, COGNOME, CITTA’ DI RESIDENZA. Tutte le novità sulla manifestazione saranno pubblicate sul sito www.farsopoli.com e su MAGAZINE BIANCONERO (tutti i MERCOLEDI' in edicola)

9:23 AM  
Anonymous luigi said...

io conto di esserci!

6:56 AM  
Anonymous luigi said...

"Materazzi si è trasformato in un'icona, le sue entrate violente (prima criticate) fanno ormai parte del gioco e nessuno si scandalizza se da una gomitata o se fa entrate con i tacchetti". (Fonte: "Marca" - Diego Picó)

6:57 AM  
Anonymous lol said...

grande la mia udinese!
ciao pataccari interisti!

1:54 PM  
Anonymous annarita said...

Il Palermo si scaglia contro gli arbitri ed il campionato farsa, grida contro un'"aria strana" ed il sistema che li sta punendo per far stare in alto le squadre "blasonate". Ma come, non era Moggi l'artefice del sistema? :-D Davvero una patetica serie a-ziendale!!

3:44 PM  
Anonymous Antonio said...

cit: "grida contro un'"aria strana"

eh sì 110 e lode in dietrologia

complimenti

11:46 AM  
Anonymous popoye said...

zamparini ben ti sta! ti sei fidato del tuo ex amico deliqneunte moratti e ora anche tu subisci il peso della vergogna inter!
anche il vice borrelli tra le file dell'inter. sempre più schifo!

6:39 PM  
Anonymous Antonio said...

popoye nonostante gli spinaci devi avere una carenza di ferro visto che le tue argomentazioni sono di latta :))

7:30 AM  

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