CHE SUCCEDE?
| CAMILLO Onestà a tavolino IL FOGLIO, 18 gennaio 2007 | Fuori le procure dal calcio, please. L’abbiamo scritto quando c’è stata l’immonda gogna mediatica di questa estate, quella che voleva far credere che la palla non fosse rotonda, lo ripetiamo adesso che la procura di Milano ha messo sotto inchiesta l’onesto Moratti, ma anche i dirigenti del Milan, con l’accusa di aver falsificato il bilancio delle loro squadre di calcio, attuando uno stratagemma senza il quale non si sarebbero potuti iscrivere al campionato di serie A di due anni fa. Il doping amministrativo non è una novità nel mondo del calcio, vista la volubilità degli asset (i calciatori) delle società sportive. Nel passato altre squadre sono state coinvolte, Roma e Lazio, ma soprattutto la Fiorentina, una società che pochi anni fa è stata cancellata (non per falso in bilancio, ma perché il bilancio non reggeva) fino al Torino che è stato costretto a perdere tutto e poi, grazie al lodo Petrucci, a ripartire dalla B. La squadra di Moratti, tra l’altro, ha avuto problemi di creatività di bilancio già questa estate, insieme col Milan, nel pieno di calciopoli. La Covisoc, ovvero la Consob del calcio, aveva scoperto una vendita fittizia per 158 milioni di euro del marchio Inter a una società controllata dallo stesso club. I controllori avevano chiesto la ricapitalizzazione di 100 milioni di euro, pena la non iscrizione al campionato in corso. La Federcalcio di Guido Rossi, secondo il Sole 24 Ore, ha trovato il modo di fare uno sconto del 60 per cento a Moratti, poco prima di regalargli lo scudetto vinto sul campo dalla Juventus. Ma oltre a toghe e Savonarola, sarebbe il caso che stessero fuori dai campi di gioco anche i moralisti che poi magari si rivolgono al capo della sicurezza Telecom per far pedinare calciatori, arbitri e dirigenti. Massimo Moratti è già petroliere e ambientalista, oltre che industriale e compagno del subcomandante Marcos, per non dire di Hugo Chávez, ma da patron dell’unica squadra condannata per aver ricettato una patente e falsificato un passaporto di un calciatore, il paradossale titolo di Cavaliere dell’Onestà pare francamente una definizione guadagnata a tavolino. |

19 Comments:
Ragazzi, le vostre continue citazioni de "Il Foglio" e de "Il Giornale" mi fanno sorgere un dubbio: voi votate berluskaiser?
Perchè se è così ora tutto mi è più chiaro, ma soprattutto vi devo le mie scuse: voi avete un problema serio, e non è il caso di scherzare su certe cose.
Sono quello che aspetta anche le risposte su Vieira-Ibra vs Seedorf-Pirlo-Cannavaro.
Grazie
Grazie per il chiarimento.
L'INCHIESTA "CONTI DOPATI". (Il Giorno) - Oltre 10 milioni di euro di plusvalenze. E’ l’ipotesi dell’accusa che, a un passo dal traguardo di un’inchiesta basata su una consulenza tecnica, apparenta Milan a Inter. La colla che unisce le eterne rivali si chiama falso in bilancio, un reato messo in atto con il fine di ripianare i debiti delle due squadre e con il mezzo di un mascheramento dei prezzi d’ingaggio di giocatori che Inter e Milan comprano e vendono e anche si scambiano. Diciotto ragazzi, dei quali otto sono quelli che passano dall’una all’altra società del calcio milanese. Ingaggi gonfiati, plusvalenze assolutamente fittizie che vanno a sommarsi in quella decina di milioni di euro prima detti. E ingaggi che confluiscono nei bilanci del Milan datati ottobre 2003-agosto 2005 e dell’Inter ottobre 2003-ottobre 2004.
Il primo a finire sotto inchiesta è stato l’amministratore delegato e vicepresidente rossonero Adriano Galliani, che con i falsi in bilancio contestati dalla procura di Milano ha certa dimestichezza. Ma la novità, che significa l’iscrizione nel registro degli indagati il 15 dicembre scorso, è l’ingresso del presidente dell’Inter Massimo Moratti, con lo stesso titolo di reato che peraltro ricade anche sull’attuale vicepresidente e amministratore delegato dal ’99 al 2003 Rinaldo Ghelfi e sull’ex amministratore delegato Mauro Gambaro.
Per la società nerazzurra — stando al capo d’imputazione che ieri il pubblico ministero Carlo Nocerino ha consegnato per conoscenza all’avvocato Adriano Raffaelli dello studio Mucciarelli — la consulenza i cui esiti hanno prodotto l’iscrizione nel registro degli indagati di Moratti (firmatario del bilancio del 2003) avrebbe appurato che le manipolazioni sarebbero state messe in atto per rientrare «nei parametri richiesti dalla Covisoc» nel 2005 per la regolare iscrizione al campionato di calcio.
Indagate le persone e indagate, in base alla legge 231 del 2001 che accolla responsabilità per alcuni reati anche alle persone giuridiche, le due società. Che, quanto meno rispetto alla giustizia sportiva non avrebbero nulla da temere, visto che le loro colpe sarebbero prescritte (ma non prescritte quelle delle persone fisiche). Questa peraltro è materia tutta dell’ex procuratore generale della Repubblica e ora a capo dell’ufficio indagini della Federcalcio Francesco Severio Borrelli. Che, dopo aver già ricevuto i documenti delle procure di Genova e Roma sulle rispettive inchieste riguardanti il doping amministrativo, nei prossimi giorni chiederà al pm Nocerino il risultato del suo lavoro. Lavoro che il pubblico ministero ritiene sostanzialmente concluso proprio con la consulenza tecnica ordinata alcuni mesi fa e giunta sul suo tavolo ai primi di dicembre. I prossimi passi saranno l’invio dell’invito a comparire ai quattro indagati, che,con ogni probabilità non compariranno. Subito dopo il pm depositerà l’avviso di chiusura indagini mettendo a disposizione delle parti tutte le carte dell’accusa. E’ probabile che allora, nei tempi che vanno dal deposito alla richiesta di rinvio a giudizio, i presidenti delle due società sportive decideranno di farsi sentire dal pm. Per ora, mentre Galliani entra nel merito del reato negandone la sussistenza («Le società sono libere di acquisire calciatori, non credo si tratti di falso in bilancio»), Moratti si dichiara sereno: «Sono e siamo tranquilli. Giustificheremo tutto... Con tutto il riguardo che si deve nei confronti della Procura, che è giusto che apra e che guardi queste cose, ci sentiamo altrettanto tranquilli di saperle giustificare».
QUEI RAGAZZINI PAGATI A PESO D'ORO. Otto giocatori della Primavera scambiati fra Inter e Milan: valore 3 milioni a testa. La bufera giudiziaria che ha investito Inter e Milan rientra nelle più ampie indagini aperte negli ultimi quattro anni e che hanno riguardato le contabilità truccate di decine di club calcistici italiani. Nel mirino degli investigatori sono finite soprattutto le plusvalenze, trucchetti finanziari ai limiti dei regolamenti utilizzati per ripianare i bilanci con la compravendita di giocatori spesso giovani e sconosciuti. I magistrati milanesi si sono soffermati in particolar modo sul maxiscambio avvenuto nel giugno del 2003 fra le due società meneghine e che coinvolse 8 ragazzi della Primavera: Simone Brunelli (che ha ancora una vertenza in corso con il club di Moratti), Matteo Deinite, Matteo Giordano e Ronny Toma passarono in maglia nerazzurra generando una plusvalenza fittizia totale di 11,961 milioni di euro (come se il cartellino del singolo giocatore fosse costato 3 milioni di euro...), e in cambio a Milanello arrivarono a cifre esorbitanti (13,95 milioni, ovvero una quotazione di 3,5 milioni per ogni singolo calciatore...) altri quattro giovanotti, ovvero Salvatore Ferraro, Alessandro Livi, Giuseppe Ticli e Marco Varaldi (ma subito dopo l’Inter aprì una compartecipazione, ricomprando di fatto la metà di ogni singolo giocatore per 1,750 milioni). La spiegazione di Galliani fu: «Mentre in alcuni settori tempo fa qualcuno cercava di occultare i ricavi, stranamente nel mondo del calcio si occultano le perdite; quindi, non è che ci sia un aggravio o che qualcuno evada. E’ evidente che si scambiano due giocatori spendendo due milioni anzichè uno, e ciò riduce la perdita». E infatti il bilancio del Milan chiuso al 30 giugno del 2003 con un passivo ‘limitato’, di 28 milioni e 908mila euro (nonostante il record del fatturato, aumentato per la prima volta oltre i 200 milioni). Del resto per i rossoneri certe operazioni erano diventate quasi di routine, se è vero che il precedente triplice scambio con il Parma (Marco Donadel, Davide Favar e Mirco Stefani per Luca Ferretti, Roberto Massaro e Filippo Porcari) aveva garantito ben 7,892 milioni di plusvalenza.
Se prima, dunque, le società si scambiavano campioncini a peso d’oro, adesso il giochino è ancor più sofisticato, e riguarda il marchio. Milan, Inter, Roma, Lazio e Sampdoria hanno girato a se stessi il proprio brand, rivalutandone il valore: ecco un’altra forma di quello che Gazzoni chiama «doping amministrativo», quello che consentirà entro il giugno del 2007 (scadrà allora l’ultimatum dell’Unione Europea per coprire la voragine di 700 milioni di euro aperta dall’addio allo spalma-ammortamenti) a molti presidenti di salvare la pelle e non ricorrere al portafoglio (o, nel peggiore dei casi, al Lodo Petrucci).
IL GIORNO
Luigi, non je la fai proprio a rispondermi eh?
Vabbè...stai li a rosicare in serie B...
Maglie gialle?
Il ciclista Pereiro, 2° al Tour 2006 e proclamato vincitore dopo la squalifica di Landis, è stato trovato positivo all'antidoping. Pronta anche per lui la squalifica. L'Inter potrà ora finalmenrte vestire la maglia gialla di vincitore del tour con lo scudetto della Juventus sul petto.
:-D
io leggo e rileggo questa fantomatica accusa e continuo a non riuscire a vedere dove sia l'illecito o l'imbroglio.
Una società non è libera di vendere o comprare i suoi giocatori al prezzo che vuole?
Il trucco è iscrivere le entrate nel bilancio in corso e le uscite in quello del'anno successivo... cosa che il regolamento CONSENTE.
Quindi... dov'è il problema?
"18 Gennaio 2007
Arbitro Trefoloni assolto dalla Caf: fu deferito per Roma-Juventus del 2005
L’arbitro Matteo Trefoloni, deferito lo scorso dicembre dal procuratore federale Stefano Palazzi per la condotta tenuta alla vigilia del match Roma-Juventus del 5 marzo 2005, è stato prosciolto dalla Caf.
Trefoloni chiese in una telefonata all’ex designatore Paolo Bergamo di non essere inserito nella griglia per "particolari difficoltà ambientali che ruotavano intorno all’incontro" ed evitò la designazione presentando un certificato medico in cui si dichiarava indisponibile per uno stato influenzale.
Scampata la sospensione per la violazione dell’art. 1 del codice di giustizia sportiva, il clima si è rasserenato, come ha spiegato l’avvocato dell’arbitro, Giunta: "Siamo molto soddisfatti. È quanto abbiamo chiesto nelle memorie difensive, dove abbiamo spiegato le nostre ragioni"."
grazie a dio non sono una vergognosa interista! :)
SMASCHERARE GLI "ONESTI"
GIANCARLO PADOVAN
La notizia che anche l’Inter e Massimo Moratti – dopo il Milan e Adriano Galliani – sono indagati per falso in bilancio, chiude il cerchio giudiziario ed etico apertosi il maggio dello scorso anno a carico della società nerazzurra. Silenziato dal fragore di Calciopoli, minimizzato o, peggio, oscurato dai mezzi di comunicazione, colpevolmente omesso dagli organi di giustizia sportiva, il poderoso dossier-Inter si compone adesso di tre capitoli cruciali. Uno: il patteggiamento con cui è passata in giudicato tutta una serie di reati (dalla ricettazione al falso), imputabili al dirigente Gabriele Oriali e al giocatore Alvaro Recoba per il passaporto da comunitario dell’uruguaiano. Due: il coinvolgimento di Massimo Moratti nell’affare Telecom e, per quanto è dato sapere – in forza dell’ammissione dello stesso presidente – nell’esercizio di controllo dell’attività privata dell’ex arbitro De Santis. Tre: il doping amministrativo che la Procura di Milano ipotizza a carico del club nerazzurro e senza la cui pratica l’Inter non sarebbe nemmeno riuscita a rientrare nei parametri previsti per l’iscrizione al campionato 2004-2005.
E’ lampante quanto l’accusa di falso in bilancio e il ricorso a plusvalenze fittizie rappresenti di gran lunga il fatto inequivocabilmente più grave. Innanzi tutto perché pone l’Inter di Moratti sul piano dei molti club che hanno commesso irregolarità contabili per ottenere benefici sul piano tecnico e al di fuori dal piano regolamentare. In secondo luogo perché toglie al club nerazzurro, e stavolta in maniera definitiva, quell’aureola indebitamente costituitasi con la farsesca assegnazione dello «scudetto degli onesti», di cui una parte degli interisti sembra andare fiera. Tanto più che l’artifizio per aggirare i vincoli dell’iscrizione potrebbe riguardare – secondo alcune interpretazioni – la stagione 2005-2006, ovvero quella «premiata» con il tricolore sottratto alla Juve.
La nostra onestà impone di assumere lo stesso atteggiamento che, pur in solitudine, abbiamo tenuto durante Calciopoli. Ovvero la presunzione di innocenza e il diritto alla difesa per chicchessia. Siamo sempre stati contro i processi sommari e le forche. Ma anche contro una giustizia, sportiva o ordinaria, che da un occhio non vede e da un orecchio non intende ascoltare.
Telecom, spie "per conto" di Tronchetti Provera
di Giuseppe Caruso
«Le logiche puramente partigiane, nella contrapposizione fra blocchi di potere economico e finanziario, che hanno mosso Tavaroli ed il suo gruppo tendevano a beneficiare non già l´azienda come tale ma colui che, in un dato momento storico, ne è proprietario di controllo». Parole del gip Giuseppe Gennari, contenute nell´ordinanza di custodia cautelare per Tavaroli, Ghioni, Sasinini e Luna, e destinate all´ex presidente della Telecom, Marco Tronchetti Provera.
In diversi passaggi dell´ordinanza relativa alle indagini illegali nei confronti del giornalista del Corriere della Sera Massimo Mucchetti e dell´ex amministratore delegato Rcs, Vittorio Colao, il gip Gennari chiama in causa Tronchetti Provera. Come quando, riferendosi proprio all´ex amministratore delegato della Rizzoli, spiega che «Colao era espressione, all´interno degli assetti proprietari di Rcs, della cordata opposta a quella di Marco Tronchetti Provera. Questo per concludere che non era certo Ghioni (a capo del gruppo che ha operato i controlli illegali, che ieri non si è presentato al Gip) ad avere interesse specifico a controllare le mosse di Mucchetti o di Colao. Tanto è vero che delle questione Rcs si occupava direttamente Tronchetti Provera». Che però ieri ha smentito per l´ennesima volta di aver dato incarichi per svolgere operazioni illegali.
Mucca Pazza:
Così venne chiamata l´operazione diretta a controllare il vicedirettore del Corriere, Massimo Mucchetti, inviso alla dirigenza Telecom per i suoi articoli sul gruppo. A raccontarlo è Marco Bernardini, l´ex uomo del Sisde poi investigatore privato, la «gola profonda» dell´inchiesta. Le sue parole gli hanno evitato il carcere. Bernardini racconta che Fabio Ghioni, il manager di Telecom, gli commissionò il pedinamento ed il controllo di Mucchetti. Mentre il giornalista di Famiglia Cristiana, Guglielmo Sasinini, doveva occuparsi di reperire informazioni sul vicedirettore del Corsera.
Adescamento:
«Dopo aver pedinato Mucchetti senza particolare successo» racconta Bernardini «avevo incaricato una ragazza particolarmente avvenente di andare presso il bar di Milano di fronte al Corriere della Sera, solitamente frequentato da giornalisti, per cercare di adescarlo. La ragazza andò due volte, ma non attirò nessuna particolare attenzione».
Intrusioni:
Bernardini racconta poi di essere stato incaricato da Ghioni «di acquisire gli indirizzi di posta elettronica di Mucchetti, per effettuare attività di hackeraggio, e la chiave di accesso al sistema di rete informatica del Corriere». Operazione portata a termine. Tanto che nel novembre del 2004 scatta l´attacco ai computer di Mucchetti, Colao e di altri dipendenti, da tre "macchine", una in uso al gruppo di lavoro di Ghioni . La rete elettronica del gruppo Rcs viene "bucata" attraverso un´esca elettronica rappresentata da una e-mail apparentemente originata dal servizio interno help desk della stessa azienda. Dando l´ok alle richieste di aggiornamento del sistema contenute nella mail, gli ignari Mucchetti e Colao installavano un programma che trasmetteva ad un server esterno tutti i file dei loro computer.
Clarabella:
È il nome di un´altra operazione guidata da Ghioni per cui viene richiesto l´apporto di Bernardini. L´obbiettivo in questo caso è Rosalba Casiraghi, analista finanziaria «ma al tempo stesso preziosa collaboratrice professionale di Mucchetti e sua fonte».
Fantasma:
Altra operazione guidata da Ghioni con l´aiuto di Bernardini. La Telecom aveva subìto una multa consistente dal Garante alla concorrenza. L´investigatore privato racconta che suo compito era «raccogliere elementi su tutto lo staff dirigenziale dell´Authority per verificare se qualcuno di loro avesse preso soldi dai gruppi concorrenti. Inoltre dovevo individuare aspetti negativi sulle condotte di vita di ciascuno di loro. Credo per poterli poi avvicinare ed esercitare pressioni».
Indovinate chi è l'espulso odierno che con tutta probabilità non affronterà l'inter perchè gli daranno due giornate???? Franceso totti!!!
MA NON ERA TUTTA COLPA DI MOGGI?
Cesare Prandelli: “E’ stata una partita sostanzialmente equilibrata, il 3-1 ha chiuso il discorso. Una partita così equilibrata non poteva che essere decisa dagli episodi. Sono in difficoltà oggi perché mi trovo a parlare di episodi e non di tattica o errori personali. Sui loro gol non sono molto sicuro, c’era un fallo su Jorgensen che non è stato fischiato. Inoltre c’erano anche due falli di reazione di Materazzi e Ibrahimovic sul quale l’arbitro ha sorvolato".
Onestà a schiovere
Nel torneo aziendale al quale una squadra non si sarebbe potuta iscrivere, ma che vanta ai primi posti squadroni come Empoli e Catania, oggi è stato ammonito il fondamentale diffidato Accardi della Samp, squadra che domenica incontrerà gli indossatori. Nel frattempo è stato espulso, quindi avrà almeno due giornate di squalifica, Francesco Totti della Roma, squadra che tra due settimane incontrerà gli indossatori. Siamo già a 20 squalificati preventivi in 21 giornate, record mondiale, mentre tutti e tre i gol degli Immacolati destano grandi dubbi ("Così non va", titolerebbe Verdelli se solo Ibra fosse rimasto alla Juve. Perr non dire del rigore contro la Roma, l'unica mezza avversaria di Ibra e Viera.
Solo un ubriaco, un indossatore di scudetti altrui, Paolo Liguori o un lettore della Pravda rosa può pensare che questi episodi siano parte di un unico e coordinato disegno criminoso. Se li faccio notare è perché sei mesi fa queste stupidaggini sono state al centro della grande bufala mediatica che ha falsificato la Serie A.
21 gennaio - Christian Rocca
"oggi è stato ammonito il fondamentale diffidato Accardi della Samp, squadra che domenica incontrerà gli indossatori".
IL FONDAMENTALE ACCARDI
Questo Signor Rocca è lo stesso che urlava al complotto quando l'Ascoli si è presentata a S.Siro per giocare contro l'Inter orfana dello squalificato PESCE, altro pezzo da 9.
REGA', MA VERAMETNE CI CREDETE? MA SONO QUESTI GLI EFFETTI DELLA SERIE B?
VOI STATE MAAAAAAAAAAAAAAAAALE.
MALE.
E poi, Liigi, non so se li negli States si veda la TV italiana, ma vatti a rivedere la moviola di fiorentina-inter, e poi dimmi se quello di liverani su vieira non è falòlo, come diceva sotto il chiaro effetto del suo giubbino psichedelico il buon vecchio (ed ex gobbo, tanto per gradire) Prandelli.
COMUNQUE VI PREGO CONTINUATE, CHE MI FATE PISCIARE ADDOSSO DALLE RISATE.
SIETE IL MIO BUONGIORNO.
Materazzi nuovo simbolo di pace
L'Organizzazione Mondiale per la Pace ha consegnato al difensore nerazzurro il prestigioso "Football and Peace in the World". E lo ha candidato a proprio ambasciatore
MILANO, 23 gennaio 2003 - Il "solito Materazzi" ne combina un'altra: stavolta viene insignito dell'onoreficenza di "uomo di pace", un premio, come spiega il sito dell'Inter, ideato e consegnato dall'Organizzazione Mondiale per la Pace. E' successo stamattina ad Appiano Gentile: al difensore - da sempre icona dell'eccesso calcistico, nel bene e nel male - il presidente dell'organizzazione Carlos Peralta ha consegnato il prestigioso volume "Football and Peace in the World", il libro che raccoglie i messaggi di pace dei presidenti delle federazioni calcistiche del mondo.
Marco Materazzi è stato scelto come simbolo della Nazionale campione del mondo e per il suo essere un "uomo di pace" come candidato ambasciatore della stessa Organizzazione. L'Organizzazione si sta altresì impegnando per organizzare i campionati del mondo della pace, un torneo tra le formazioni degli Stati attualmente in guerra, e vorrebbe che la sede ospitante fosse l'Italia, paese vincitore dell'ultima coppa del mondo. Con Materazzi come testimonial, of course.
QUESTA E' L'OPINIONE CHE L'ORGANIZZAZIONE MONDIALE PER LA PACE HA DI MARCO MATERAZZI:SONO MOLTO PIU' AUTOREVOLI QUELLE DE IL FOGLIO, TUTTOSPORT E IL GIORNALE, VERO CARI AMICI GObbI?
si è visto domenica quanto macellazzi sia pacifico!
Luigi non ha visto la partita probabilmente è per questo che dice una castroneria! Toni è stato molto più duro di Materazzi negli interventi, poi si sa che tra due giganti ne esce un confronto molto maschio che però a fine partita come successo in passato si sono stretti la mano.
Un'ultima citazione perchè Luigi ha la memoria corta il buon Toni ha rotto lo zigomo con una gomitata a Materazzi in una precedente occasione!
Posso dire solo grazie a Materazzi se non c'era lui col cavolo che vincevamo il mondiale, 3 goal tutti decisivi!
Qui non si parla di Tonni o Fiorentina. Non so se hai letto il titolo del blog (ma te lo diciamo da una vita)!
Inoltre, solo chi è stato pagato da mo-rutta poteva far finta di non vedere e non segnalare per la prova tv non solo le scorrettezze (famose nel mondo) di Materazzi, ma anche quelle di Ibrahimovic (che, guarda caso, veniva punito solo quando indossava la maglia della Juve)!
ACCUSE PESANTI. L’Inter è stata deferita dal Procuratore federale Stefano Palazzi per la vicenda che riguarda il portiere Simone Brunelli. Il giocatore aveva denunciato che la firma sotto il contratto che aveva depositato l’Inter non fosse la sua.
Il fascicolo era stato aperto dall’allora capo dell’Ufficio indagini Italo Pappa. Fu poi Francesco Saverio Borrelli a interessarsi alla vicenda e per questo furono sentiti gli amministratori delegati delle due società interessate ai fatti: Rinaldo Ghelfi per l’Inter e Adriano Galliani per il Milan.
L’audizione di Brunelli mise in luce anche un aspetto di supervalutazione del giocatore, ma questo aspetto sarebbe stralciato dal deferimento. Infatti Borrelli avrebbe informato Palazzi dell’apertura di uno specifico fascicolo sui bilanci e che ha intenzione di sviluppare questa indagine anche alla luce del materiale che starebbe per richiedere alla Procura della Repubblica di Milano e che riguarda le accuse di falso in bilancio rivolte al presidente dell’Inter Massimo Moratti.
IL PORTIERE BRUNELLI INCASTRA I NERAZZURRI: "LE MIE FIRME FURONO FALSIFICATE". (Il Giorno) - Signor Brunelli, lo sa che le sue deposizioni davanti al pm Nocerino e di fronte al dottor Borrelli hanno scatenato una nuova tempesta giudiziaria?
«Volevo solo avere giustizia e tutelare i miei diritti. Avevo tante speranze, ho giocato sette anni nelle giovanili della Cremonese conquistandomi la under 16, poi sono andato al Milan dove in tre anni ho vinto anche un Viareggio guadagnandomi la convocazione nelle altre rappresentative giovanili, quindi sono passato all’Inter che mi ha girato alla Pro Sesto in prestito. Fu l’inizio del calvario visto che in luglio, al secondo allenamento, mi infortunai alla spalla».
Passo indietro, ci parli del suo trasferimento dal Milan all’Inter...
«I rossoneri mi offrirono il rinnovo del contratto ma io rifiutai perché volevo andare in un altro club a titolo definitivo e non in prestito. A giugno partii per le vacanze sapendo che al mio ritorno avrei avuto la possibilità di essere ceduto al Bordeaux, e invece il mio procuratore mi disse che l’Inter era interessata a me. Gli dissi: "Parliamone". Il giorno dopo appresi dai giornali che ero stato venduto ai nerazzurri, ma pensai a notizie di mercato senza fondamento. Difatti tornai dalla Sardegna e nessuno si fece vivo e solo dopo molte insistenze mi fu recapitato a casa il contratto».
La sua prima reazione quale fu?
«Non c’era solo un contratto, ma ben tre: un rinnovo con il Milan, il passaggio all’Inter e un nuovo contratto con l’Inter. Ma quelle firme non erano mie, anzi, erano pure fatte male».
Chiese spiegazioni su quel che c’era scritto?
«Mi arrabbiai moltissimo ma capii che non avevo alternative. Lessi che avrei guadagnato 2500 euro netti al mese fino al 2008... (pausa e sorriso) Se non me l’hanno rinnovato ora...».
La sua valutazione?
«Tre milioni di euro».
Sapeva cosa fossero le plusvalenze?
«No, ma la cosa non mi interessava più di tanto anche perché io quei contratti non li avevo firmati. Comunque pensai che la cosa più importante era solo giocare».
Purtroppo si fece male subito...
«Già. Tornai all’Inter, e solo dopo una lettera dell’avvocato i dirigenti si preoccuparono di provvedere alla mia operazione in tempi rapidi. Poi nel 2004 il passaggio alla Vis Pesaro e un nuovo infortunio alla spalla. Da allora sono stato abbandonato, rispondevano solo con gli avvocati e io ho dovuto pagarmi da solo un secondo intervento chirurgico. Senza contare che dal 2005 sono a tutti gli effetti un giocatore dell’Inter. Sì, faccio parte della rosa cui è stato assegnato lo scudetto...».
Perché agli inizi del 2005 si rivolse alla Figc e nel luglio dello stesso anno si presentò negli uffici della magistratura milanese?
«La prima volta decisi di muovermi perché l’Inter venne meno ai suoi obblighi contrattuali mentre io non potevo neppure trovarmi un altro lavoro poiché risultavo essere un loro dipendente. E poi, scusate, volevo capire per quale motivo fossi valutato tre milioni di euro visto che non giocavo da tempo».
Se non ci fossero stati quei problemi dopo il suo infortunio, lei sarebbe comunque andato in Procura?
«Non so. Ma me ne hanno fatte troppe, qui non si parla solo di infortuni. Ci sono delle firme false e nessuno ha voluto darmi delle spiegazione, e c’è una denuncia contro ignoti (su quel contratto c’erano quattro firme diverse, ndr) per cui si ipotizza il reato di associazione a delinquere. E se qualcuno ha sbagliato, è giusto che paghi...».
Ora cosa si aspetta?
«La rescissione del contratto (a febbraio ci sarà l’udienza). So solo che il mio valore è zero euro perché non gioco da oltre due anni».
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