Friday, August 11, 2006

Nuova riforma del calcio

Si vocifera di una nuova norma per cui all'Inter sarà permesso giocare in 18 per non dover sprecare tutti i giocatori che sta comprando. Moratti afferma di essere molto contento del lavoro svolto dall'imparziale commissario.

8 Comments:

Anonymous Annarita said...

Tra un po' una regola così la faranno sul serio!!!!

8:28 AM  
Anonymous Annarita said...

Un nuova regola viene introdotta dal Commissario straordinario Rossi.
Verranno inflitti 3 punti di penalizzazione alle squadre che oseranno schierare un giocatore italiano.
Massimo Moratti ha dichiarato:"Sono tranquillo, non saremo certo noi ad infrangere la nuova regola. I tifosi stiano tranquilli".

5:21 AM  
Anonymous download man said...

interisti bastardi
andate a lavorareeeeeeee
ma quali campioni d'italia quest'anno non vincono niente come sempre
ciaooooooooo visitate i miei link:
www.bloggers.it/tuttosport
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e infine il mio sito
www.grapparo.3000.it

1:11 AM  
Blogger The Grin said...

potresti mettere il nostro link fra i blog che leggi :)

5:51 AM  
Anonymous Anonymous said...

Invito l'amministratore di questo sito e tutti i lettori a presentare esposti alle Procure di Roma, Milano e Torino, affinché indagihino sull'anomalo comportamento e le regalie all'Inter dell'ineffabile sig. Rossi, ex co-amministratore di quella "Banda" degli onesti e falsificatori di passaporti, chiamata Internazionale Spa.

Io lo farò.

Gli argomenti sono:

1) Mi risulta che da quasi due mesi i simpatizzanti del sito www.orgoglioinbianconero.it stanno spedendo lettere raccomandate alla Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) contenenti un esposto formale contro la F.C. Internazionale S.p.a. di Milano, per l'illecito schieramento in campo del giocatore extracomunitario Alvaro Recoba nelle fila squadra di calcio Internazionale, quale calciatore di falsa cittadinanza italiana, essendo stato dichiarato dalla Giustizia Penale italiana mediante risoluzione irrevocabile che in realtà trattasi di calciatore titolare di un passaporto FALSO della Repubblica Italiana.
Orbene, mi risulta che a tutt’oggi a tali numerosi esposti (che sintentizzano e rappresentano una domanda che tante e tante persone si stanno facendo), ricevuti dalla FIGC, non si è dato alcun riscontro né alcun seguito disciplinare.
Nei confronti della citata F.C. Internazionale S.p.a. di Milano, che il dott. Guido Rossi così ben conosce, essendone stato per quattro anni co-amministratore, non risulta essersi avviato alcun procedimento sanzionatorio, da parte degli organi di “giustizia sportiva” della FIGC, per tutte le partite giocate dal tesserato interista Alvaro Recoba, nelle false vesti di calciatore italiano, tanto nel campionato italiano di serie A quanto nelle ulteriori competizioni giocate dall’Internazionale (Coppa Italia, ecc), nonostante tale indebito tesseramente e schieramento in campo del Recoba quale falso giocatore italiano abbia oggettivamente influenzato l'andamento e il risultato delle partite giocate.
Data la totale inattività da parte della FIGC rispetto alle risultanze della recente condanna penale IRREVOCABILE, mi vedo obbligato a formulare il presente esposto alla S.I., affinché dia corso alle procedure opportune per la verifica dei motivi di questa totale assenza di riscontro.
Il G.I.P. del Tribunale di Udine, dott. Giuseppe Lombardi, ha accolto le richieste di patteggiamento formulate tanto dal suddetto giocatore uruguaiano dell’Internazionale, sig. Alvaro Recoba, quanto da parte del dirigente della stessa società calcistica, sig. Gabriele Oriali, infliggendo a entrambi la pena di sei mesi di reclusione per i delitti consumati di concorso in falso e ricettazione, nell'ambito dell'inchiesta sulle procedure atte a far diventare comunitario, il giocatore extracomunitario A. Recoba, che non avendo antenati europei, non aveva alcun titolo per esserlo.
Oltre il concorso in falso per l'assenza di antenati in Europa del Recoba, ai sigg. Recoba e Oriali l'accusa ha contestato il reato di ricettazione, relativo alla patente di guida italiana ottenuta dal calciatore uruguaiano, che risultava facente parte di un gruppo di documenti rubati.
Non occorre ricordare che, a norma del vigente regolamento sportivo italiano, non potendo essere utilizzato il giocatore Recoba con passaporto italiano falso, l’utilizzazione del medesimo da parte dell’Internazionale Spa risulta essere un atto illecito reiterato.
Molti si chiedono, pertanto, perché mai dalla FIGC diretta dal dott. Rossi non venga applicata all’Internazionale la norma dell’art. 12 del Codice di Giustizia Sportiva della FIGC, che prevede partita persa per 3-0 ogni qual volta il giocatore Recoba è stato utilizzato nel Campionato di Serie A, in Coppa Italia, nella Supercoppa Italiana e nella Coppa Campioni, con contestuale penalizzazione di cui all’art. 1.1.
Si domanda perchè mai, il Commissario della Federazione Italiana Giuoco Calcio, in apparente conflitto di interessi, stante la Sua lunga milizia nerazzurra come membro del CdA della Società Internazionale, non dia risposta e seguito alcuno a questa legittima e reiterata richiesta di così tanti cittadini, e sopratutto perché non si sia degnato di avviare, ex artt. 21, 3.1.c e h, 10.2, 13 e ccs. Stat. FIGC, un’indagine e un processo sportivo contro la Società Internazionale, possibilmente con la stessa solerzia di cui si è tanto si è fregiato nel cd. processo su “calciopoli”, ove non solo ebbe a nominare i giudici ma addirittura a sopprimere un tribunale e grado di giudizio (la commissione disciplinare), trasformando la CAF da giudice di appello in giudice di primo grado sportivo.
A tal riguardo il dott. Giuseppe Benedetto, ex Giudice Sportivo, afferma: “Guido Rossi ha avuto la non proprio eccellente idea di nominare tutti i nuovi giudici praticamente alla vigilia del processo. Ma non sono stati sostituiti solo i magistrati. È stata direttamente rivoluzionata tutta la Caf. Sono stati cambiati anche gli avvocati. Se io dovessi essere processato da un giudice nominato dal mio accusatore e che durante la camera di consiglio pensa pure di andarsene in Parlamento a spiegare cosa è l'etica e cosa è un sistema pulito e sano, io sinceramente non starei tanto tranquillo. Quindi, o il processo è una farsa oppure qui ognuno fa un pò come crede sia giusto fare. Non sono state rispettate neanche le regole e sono state utilizzate modalità piuttosto anomale nella strutturazione del processo.
Vi è di più: nel cd. processo sportivo su “calciopoli”, non ancora concluso, si sono utilizzati quali materiali probatori degli elementi stralciati da procedimenti penali che si sono conclusi con una pronuncia di non luogo a procedere o che sono addirittura tuttora in fase di mere indagini preliminari.
Per contro, non si comprende perché mai la FIGC, sulla base di una nota condanna penale passata in giudicato, comminata ai tesserati sigg. Recoba e Oriali, appartenenti a quella stessa F.C. Internazionale S.p.a. di cui per anni il dott. Rossi è stato Consigliere di Amministrazione, non attivi, con identica solerzia, l’Ufficio Indagini e l’Ufficio della Procura federale della FIGC, affinché si istruisca un altrettanto solerte processo sportivo contro i sigg. Recoba Alvaro, Oriali Gabriele e contro la società F.C. Internazionale S.p.a. che influenzò il risultato sul campo di così tante partite di calcio, e che è risultata recentemente premiata dal dott. Rossi, con la Sua consueta solerzia, con l’assegnazione dello scudetto 2006 non vinto sul campo e non oggetto di alcuna indagine sportiva.
2) Alla luce dell’art. 26.3 dello Statuto della FIGC, stante la dichiarata e notoria amicizia personale tra il dott. Rossi e il dott. Massimo Moratti, e la Sua lunga militanza nelle file nerazzurre nientemeno che come Consigliere di Amministrazione, per evidenti ragioni di opportunità, si domanda anche perchè il Presidente del CONI, dott. Giovanni Petrucci (messo debitamente al corrente dai suddetti cittadini circa gli esposti inviati al Rossi e rimasti inevasi), agendo ai limiti dell’imcompatibilità di cui al citato articolo statutario, nominò quale Commissario straordinario della FIGC il suddetto ex amministratore interista dott. Rossi, e non piuttosto altri, che non destasse sospetti di non imparzialità e possibile conflitto d’interessi.
3) Infine, Le chiedo di chiarire quest’altro recentissimo atto posto in essere dal dott. Rossi, che pare favorire la società Internazionale S.p.A. economicamente, e, ciò facendo, penalizzare quelle altre società calcistiche i cui bilanci risultano corretti e, come tali, sono certificati conformi dalla COVISOC, ossia quelle altre società di calcio che, al fine di ottenere l’iscrizione ai campionati professionistici di calcio, curano e presentano gli stessi alla FIGC privi di adulterazioni dell’attivo mediante delle plusvalenze fittizie, tantomeno pari a 100.000.000 di euro (!), com’è invece stato appurato recentemente dalla COVISOC negli attuali bilanci presentati dalla F.C. Internazionale S.p.a..
Veniamo al punto: secondo quanto è stato accertato dalla COVISOC e risulta riportato a pagina 17 dall’autorevole “IL SOLE 24 ORE” dello scorso 14/07/2006, l’Internazionale S.p.A. si sarebbe autoassegnata delle plusvalenze fittizie per 100 milioni di euro.
Orbene, la FIGC presieduta dall'ex coamministratore dell'Inter dott. Rossi Guido, in deroga alla ricapitalizzazione imposta dalla COVISOC per ottenere l'iscrizione, ha concesso una riduzione della stessa di ben 80.000.000 di euro (!) alla società Internazionale S.p.a., autrice di tale adulterazione di bilancio.
Cito testualmente dal "SOLE 24 ORE" del 14/07/2006, pagina 17: “Massimo Moratti se l'è cavata con una ricapitalizzazione dell'Inter di circa 20 milioni di euro e con il congelamento di altri 20 milioni di liquidità derivante dal calciomercato. Per Silvio Berlusconi l'iniezione nelle casse del Milan è stata di importo inferiore. E' il compromesso raggiunto con gli organi della Federcalcio che controllano i bilanci prima di dare il nulla osta all'iscrizione ai campionati professionistici. Inizialmente la Covisoc, presieduta da Cesare Bisoni, aveva bocciato i conti di Moratti e Berlusconi, "taroccati" con la vendita del marchio a se stessi, fatta a società controllate dagli stessi club. La Covisoc aveva chiesto ad ogni club una ricapitalizzazione di almeno 100 milioni di euro. Questo era stato deciso per neutralizzare due operazioni di cosmesi contabile. Il Milan ha dichiarato la vendita del marchio ad una società controllata con una plusvalenza di 181,3 milioni nel bilancio civilistica al 31 dicembre 2005. La plusvalenza è servita a coprire nei conti 2005 un onere di pari importo, registrato come minusvalenza, derivante dall'azzeramento degli "oneri pluriennali" residui accantonati nel 2003 grazie al decreto salvacalcio. L'Inter ha venduto il marchio alla controllata Inter Brand a fine 2005, con una plusvalenza civilistica di circa 158 milioni. Il 9 giugno scorso ha dato in pegno il marchio a Banca Antonveneta, in cambio di un prestito di 120 milioni di euro. Anche per il club di Moratti l'operazione è stata fatta per assorbire, senza abbattere il patrimonio, buona parte degli oneri residui del salvacalcio. Nel 2003 l'Inter fece svalutazioni per 319 milioni, dei quali 223,6 ancora da ammortizzare al 30 giugno 2005. Il Milan svalutò i suoi campioni per 242 milioni, con un onere residuo di circa 181 milioni assorbito nel bilancio 2005. Secondo la Covisoc queste operazioni non produrrebbero plusvalenze se le società presentassero un bilancio consolidato di gruppo. Per questo in prima battuta la Covisoc aveva neutralizzato gli effetti delle plusvalenze fittizie sul patrimonio e aveva chiesto di coprire il buco contabile con una robusta ricapitalizzazione a Inter e Milan. le due squadre hanno inviato rimostranze alla Figc. Il compromesso attenua parecchio il rigore annunciato. La Covisoc ha ricalcolato il bilancio pro forma, in cui considera come non avvenute le vendite del marchio in famiglia, quindi ha cancellato le plusvalenze. Ma ha anche considerato come non avvenuto l'assorbimento del maxi-onere residuo delle svalutazioni per il decreto salvacalcio: sia per l'Inter sia per il Milan è stato dichiarato un ammortamento pari al 10% della svalutazione iniziale (cioè 24 milioni per il Milan e 31,9 milioni per l'Inter). La ricapitalizzazione richiesta è risultata così mitigata. Il problema della copertura patrimoniale è stato rinviato così all'anno prossimo: la UE ha imposto ai club di assorbire gli oneri del salvacalcio nei bilanci entro il 30 giugno 2007. La Covisoc aveva chiesto a tutti i club di A, B e C ricapitalizzazioni per le cessioni fittizie dei marchi e 50 milioni per altre carenze. A consuntivo, i fondi versati si aggirano sui 100 milioni. Hanno dovuto versare fondi anche il Messina (6 milioni) e i soci di Reggina Calcio. nessun club in serie A è stato bocciato per problemi finanziari. In B è stato bocciato il Crotone, in C 14 club”.
Orbene, si domanda di verificare perché l’Ufficio che il Rossi presiede, da un lato predichi mediaticamente e imponga di fatto il rigore più assoluto da parte di taluni organi di controllo della FIGC (leggi CAF giudicante in funzioni tribunale sportivo di primo grado, stante la soppressione della Commissione Disciplinare nel cd. processo su “calciopoli” attuata dal Rossi) nei confronti di talune società calcistiche (ricordiamo lo sdegnato intervento televisivo del Rossi contro talune richieste di indulgenza post-mondiali e il suo contestuale annuncio di querele contro un Presidente della Repubblica emerito), mentre dall’altro lato, dopo aver assegnato all'amata Inter lo scudetto 2005-2006 vinto sul campo dalla Juventus, pur non essendo stato oggetto di alcuna indagine sportiva, in deroga a quanto disposto da quell’altro organo di controllo della FIGC che è la COVISOC, concede ancora all'Inter una simile indulgenza finanziaria, mediante un simile “compromesso che attenua parecchio il rigore annunciato” ?
Parafrasando le parole che in un'intervista a "La Repubblica" del 23/12/2003 il dott. Rossi ebbe a dedicare ai poteri di controllo della Banca d’Italia, in quanto al ridimensionamento da parte del Rossi della decisione della COVISOC di sanzionare il bilancio taroccato dell’Internazionale S.p.a., possiamo dire: "non c'è dubbio che debba dare delle risposte con la massima trasparenza, soprattutto a fugare l'impressione che si sia occupata molto dei giochi di alleanze”, "è doveroso, anche perché le mogli di Cesare debbono essere al di sopra di ogni sospetto”.
4) Infine, si domanda di appurare che fine abbia fatto in FIGC il fascicolo intestato a Bergamo e Franco Sensi, presidente della AC Roma?
L'avvocato Mario Stagliano, fino alle scorse settimane Vicecapo dell’Ufficio Indagini della FIGC, afferma che alla FIGC non è mai arrivato il fascicolo: curiosa affermazione questa, visto che le Procure di Roma e Livorno affermano di aver trasmesso una nota alla giustizia sportiva.
Anche ammesso che in FIGC si smarriscano nel nulla deteminati fascicoli, senza che nessuno cerchi di riprodurli o ricostruirli contattando le suddette Procure, non costituisce uno sforzo affatto titanico reclamarne, appunto, un secondo invio alle suddette Procure della Repubblica, possibilmente facendo gala il Rossi della sua tanto rivendicata solerzia.
La vicenda, peraltro, è notoria ed è finita sui giornali: ne scrivono L’Espresso e Il Tirreno nell’autunno 2006, e risale al novembre 2003. Si tratta di un inchiesta della Guardia di Finanza sull'imprenditore livornese Mario Saporito. Nel suo ufficio vengono piazzate delle microspie, perché si cerca di indagare su un giro di appalti.
Le cimici registrano alcuni colloqui tra Saporito e Paolo Bergamo, l'ex designatore arbitrale che a Livorno è contitolare dell'agenzia Ina-Assitalia.
Bergamo racconta all'amico di un incontro con Sensi avvenuto a Roma a Villa Pacelli. I due parlano di alcuni quadri che dovrebbero andare in dono al Papa e degli orologi che la Roma aveva regalato agli arbitri. Poi il discorso cade su un affare da due miliardi di lire. La compagnia petrolifera di Sensi la Italpetroli, è proprietaria a Civitavecchia di una piattaforma per lo stoccaggio di combustibili. E assicurare quegli impianti vale un premio consistente. Però visto il ruolo di Bergamo nel mondo del calcio quell'affare non può essere roba sua. Tuttavia, nelle registrazioni Bergamo spiega a Saporito quanto accaduto dopo l'incontro con Sensi. Bergamo dice: "Dopo un mesetto e mezzò mi chiamò Assitalia...c'è un mio amico, dirigente massimo del settore civile...se questo mi imbocca 600 milioni io non posso dire niente". Non solo. Bergamo, sempre parlando con Saporito, racconta che il presidente della Roma Sensi, allora in polemica contro arbitraggi giudicati dannosi per la sua squadra, avrebbe indicato una rosa di cinque nomi di suo gradimento tra i direttori di gara.
A quanto si è saputo la polizza è stata stipulata (Ina-Assitalia era anche sponsor della Roma) e l'agente firmatario non è stato Paolo Bergamo. Però due giorni dopo la pubblicazione di questa notizia sul Tirreno (il 4 luglio 2005) Bergamo si dimette dalla Federcalcio e si dichiara estraneo alla vicenda.
Su tale argomento si domanda di appurare perché la FIGC del dott. Rossi non agisca di conseguenza, dando delle risposte e attivando, con solerzia, Ufficio Indagini e Procura Federale, affinché vengano avviate le opportune indagini e, quindi, celebrati i conseguenti processi sportivi.
5) Sempre in tema di documenti dati per dispersi nei meandri della FIGC, si domanda di appurare anche che fine hanno fatto taluni fatti notori come le cene tenute dal Sig. Facchetti Giacinto, presidente dell'Internazionale Spa, con gli ex designatori arbitrali, ammesse pubblicamente sui mass-media dagli stessi, nonché le telefonate avute (e intercettate) tra l’ex co-designatore Pairetto e il suddetto sig. Giacinto Facchetti, rappresentante dell’Internazionale S.p.a.
Il primo colloquio tra il sig. Luigi Pairetto e il sig. Giacinto Facchetti è del 15 settembre 2004. Sono le 12,59. Al centro della telefonata ci sono le valutazioni sugli arbitri di Champions League (l’Inter era in un girone con il Valencia, il Werder Brema e l’Anderlecht) e alcune tessere dell’Inter destinate a Pairetto.
Il tono naturale di tale colloquio e, si presume, di quello dei loro convivi, è altrettanto amicale di quello che contraddistingue la telefonata tra i sigg. Luciano Moggi e Paolo Bergamo alla vigilia di Udinese – Juventus 2004-05: non si danno del Lei, ne del Voi, né del Coloro...
Eppur di ciò non vi è traccia alcuna nella FIGC rispetto all’Inter, mentre detto "tono naturale" si utilizza come prova di "abitualità" dei contatti personali tra il sig. Luciano Moggi e i suddetti ex designatori e come primo argomento di condanna ex art. 6 del Codice di Giustizia Sportiva solo a carico della Juventus Spa, giacché la CAF, riferendosi a Moggi e a Giraudo, scrive a pag. 80, que “i due dirigenti avevano uno stretto rapporto con i due designatori arbitrali: rapporto manifestato dai ripetuti incontri, anche conviviali”, e aggiunge che presume che “in occasione degli stessi si parlava di gestione del settore arbitrale”, ritenendo tale episodio non isolato “data la naturalezza con la quale si svolge il colloquio tra Bergamo e Moggi” (pag. 86).
Anziché prendere atto di tale realtà storia e applicarvi la stessa, identica regola di recente creazione giurisprudenziale da parte della CAF, l'esistenza e il "tono naturale" della citata chiamata del 15/09/2004, non è oggetto di esame alcuno, e i dichiarati convivi e riunioni del Sig. Facchetti, Presidente dell’Inter, con il designatore nell'inativismo degli attuali vertici della FIGC pare presumersi che avessero per oggetto argomenti futili quali le donne, il vino et similia...
Questa è l'illogica risultanza che deriva dalla condanna irrogata alla sola Juventus.
Per giunta, come dicevamo, alla Juventus si trasforma l’art. 1 in art. 6 precisamente sulla base di questa naturalità del tono dei contatti (interpretata come presunta abitualità dei contatti stessi).
Per converso, le telefonate e le cene dell’ineffabile Facchetti ? A que pro si facevano? Nulla questio nella giustizia sportiva, nemmeno una parola...
Pare di siano perse anch'esse nei meandri della FIGC, allo stesso modo del fascicolo “Sensi-Bergamo” e, forse, dell’abortito prima di nascere fascicolo su “Inter-Recoba-tesseramento falso”.
Da qui la gravissima condanna irrogata alla sola Juventus, invocata da una certa "piazza", o come ammesso dalla stessa CAF, dalla “opinione di tutti coloro che gravitavano nel mondo del calcio”.
I contatti, con un tono assolutamente "naturale", intrattenuti dal Facchetti e dall’Internazionale con gli ex designatori arbitrali, ammessi da questi ultimi sui mass-media (vedi intervista del sig. Luigi Bergamo sul programma televisivo “Matrix” di Enrico Mentana su Canale 5, ecc.).
Si domanda di appurare se ha mai provveduto la FIGC ad acquisire la cassetta contenente la registrazione dell’intervista di Bergamo nella quale questi ammette i suoi contatti abituali con tutti i maggiori dirigenti sportivi di serie A, Facchetti compreso.
Distintamente.

4:22 AM  
Blogger stelios the big easy guy said...

911 was an inside job. Bush and Silverstein did it themselves.
**TRUTH** and the same goes for 7/7 airport bush houston

7:13 PM  
Anonymous Anonymous said...

aha aha aha aha aha aha aha aha aha aha aha aha aha aha aha aha
ma leggete quello ke scrivete?
siete PATETICI!
veramente pateci.
download man:
a lavorare ci andiamo, ora tocca a voi.
annarita:
guarda in casa tua.
anymous:
già dal link mi stai antipatico, poi ho visto ke avevi scritto un sacco di cavolate e ho preferito non leggere e consigliarti di kiudere la bocca.
SIATE REALISTI, I MIGLIORI SIAMO STATI NOI, NN CE N'è.
NON NASCONDETEVI DIETRO A TUTTE QUESTE PAROLE.
BYE BYE.
FORZA INTER, SEMPRE, OVUNQUE, COMUNQUE!

9:21 AM  
Anonymous Anonymous said...

concordo con l'ultima persona, anke se al correggo, anymous, da quello ke ho capito è anonimo, ma aveva troppa voglia di dire le cose giuste ke nn ha badato ai nomi.
GUARDATE IN CASA VOSTRA, è MEGLIO!
FORZA INTER SEMPRE, OVUNQUE E COMUNQUE!

9:24 AM  

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